I genitori di Giulio Regeni sono disposti a tutto pur di conoscere la verità sulla morte del figlio, anche a pubblicare le foto del suo cadavere martoriato dalle sevizie. I familiari di Regeni hanno comunicato i loro propositi nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi nella sala Nassiryia del Senato. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani; Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international Italia; i legali della famiglia Regeni, gli avvocati Alessandra Ballerini e Gianluca Vitale.

I genitori di Giulio si dicono addolorati dalla piega inconcludente che hanno preso le indagini. Le autorità hanno addossato a un gruppo di malviventi travestiti da poliziotti la responsabilità della morte di Giulio. La versione fornita dagli inquirenti egiziani di un rapimento da parte di una banda locale finito male è piena di lacune. Inoltre i membri della banda chiamata in causa sono tutti morti e non possono confermare la versione fornita dalla polizia locale.

Regeni: investigatori egiziani attesi in Italia il 5 aprile

Il prossimo 5 aprile gli investigatori egiziani sono attesi in Italia per chiarire le circostanze della morte di Giulio Regeni. I genitori del giovane chiedono al Governo italiano di esercitare pressioni sulle autorità egiziane per ottenere giustizia. In caso contrario la famiglia Regeni darà le foto del cadavere alla stampa, per sensibilizzare l’opinione pubblica e scuotere le autorità italiane:

Confidiamo in una risposta forte del nostro governo. Attendiamo una risposta su Giulio. Se il 5 aprile sarà una giornata vuota speriamo di non dovere arrivare a mostrare quell’immagine.

La madre Paola racconta i terribili momenti in cui ha visto il cadavere di Giulio che ricordava come un ventottenne felice, sano e pieno di vita:

A quella immagine sovrapponiamo un’altra immagine. Quella del suo volto come ci è stato restituito dall’Egitto. Era diventato piccolo piccolo. Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso. Vi ho visto tutto il male del mondo.

I genitori di Giulio chiedono al Governo italiano di non considerare più l’Egitto un Paese sicuro per i nostri connazionali. L’avvocato Ballerini parla di una verità scomoda in ballo accusando gli inquirenti egiziani di depistaggio. Anche il senatore Manconi si scaglia contro le autorità egiziane, svelando che i genitori di Giulio avevano previsto diverse settimane fa che la colpa dell’omicidio sarebbe ricaduta su persone qualunque per liquidare il caso:

Andarono oltre, dissero: è possibile che magari il martirio venga attribuito a poliziotti o ex poliziotti. Non si poteva immaginare che meno di 10 giorni dopo, tra 24 e 25 marzo, il ministero dell’Interno egiziano emanasse un comunicato in cui quella previsione veniva presentata come la versione definitiva e risolutiva della vicenda. Con quel particolare, appunto, che dà alla ricostruzione quel tratto di grottesco.