Com’è morto Giulio Regeni? Chi lo ha ucciso? Domande a cui l’Egitto non ha mai risposto e che hanno spinto il Parlamento italiano ad usare il pugno duro e ad “attaccare” sotto un altro fronte, quello della fornitura per gli F-16. Poco fa, infatti, è arrivato l’ok del Senato sull’emendamento “Giulio Regeni” (scomparso il 25 gennaio e ritrovato cadavere il 3 febbraio), inserito all’interno del decreto legge “missioni” che, di fatto, blocca la fornitura di pezzi di ricambio degli F-16 all’Egitto.

Giulio Regeni, la ripicca dell’Italia

L’emendamento – che prende il nome del ragazzo ucciso in Egitto – è stato proposto da “Sinistra Italiana” ed ha ricevuto 159 voti favorevoli, 55 contrari e soltanto 17 astenuti. Un emendamento come chiaro segnale dell’Italia che ha deciso di far sentire la propria voce per ottenere, nel più breve tempo possibile, tutta la verità sul povero Giulio Regeni. Un provvedimento che ha diviso l’aula, scatenando feroci polemiche.

Giulio Regeni, scontro in aula

“Quella che stiamo scrivendo è una delle peggiori pagine della storia di quest’aula. Mi vergogno di appartenere a un Parlamento che fa queste cose, siete indecenti, non è comprensibile e non si fa così la politica estera” è il durissimo commento del capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani. “Questo emendamento lo porterò all’ambasciatore egiziano e glielo farò leggere” ha aggiunto. Il presidente della Commissione Difesa Latorre ha aggiunto che è “la prima volta che il Parlamento ha la possibilità di manifestare con un’iniziativa il bisogno di accelerare i tempi della verità” sul caso Regeni.

Giulio Regeni, stop alle forniture per gli F-16

“Il governo Renzi blocca la fornitura di pezzi di ricambio per gli aerei impiegati dall’Egitto nella lotta al terrorismo. Renzi fa dichiarazioni contro il terrorismo che ha colpito anche in queste ore ad Istanbul e poi boicotta l’impegno di Paesi che sono in prima linea contro chi semina stragi” è il commento del senatore Maurizio Gasparri. Il Parlamento italiano, infine, assicura che non si tratta di un atto ostile al governo egiziano ma, di fatto, ha tutto il sapore di una ripicca.