I procuratori vogliono che venga aggiunta l’aggravante di mafia alle imputazioni per le quali l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola è stato arrestato. E non sono d’accordo col Gip di Reggio Calabria, che aveva respinto questa richiesta. Francesco Curcio e Giuseppe Lombardo, rispettivamente sostituto procuratore nazionale antimafia e procuratore della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, hanno presentato le proprie ragioni nel ricorso presentato al tribunale del riesame. I due magistrati non condividono il giudizio del giudice per le indagini preliminari, ritenendolo “basato sull’immotivato superamento dei risultati investigativi evidenziati“; considerano inoltre “non comprensibile” la motivazione del Gip.

Per Curcio e Lombardo, Scajola e Amedeo Matacena sono “inseriti in un circuito criminale ben più ampio, visto il ruolo di Matacena in ambito ‘ndranghetistico ricostruito dalla sentenza di condanna“. L’ex ministro (foto by InfoPhoto), accusato di aver favorito la fuga di Matacena dopo la sua condanna, “agevola una pedina indispensabile per il sistema criminale di cui la ‘ndrangheta fa parte e agevola la ‘ndrangheta in ambito politico imprenditoriale“.