La vicenda giudiziaria che si è aperta in seguito all’omicidio della piccola Sarah Scazzi ha vissuto oggi un altro capitolo. La Procura di Taranto ha infatti chiuso il filone di indagini che riguardavano episodi collegati alla vicenda, il cosiddetto caso Scazzi bis, e ha proceduto con la notificazione di una serie di fatti addebitati a dodici persone, tutte a conoscenza di fatti in merito all’omicidio della ragazzina, che avrebbero in qualche modo taciuto oppure dichiarato il falso, ostacolando così le indagini.

Fra i dodici indagati dalla Procura vi è anche Ivano Russo, ragazzo per molto tempo al centro delle indagini (ma non in quanto presunto colpevole), con il quale Sabrina Misseri (cugina di Sarah, in carcere insieme alla madre perché accusate dell’omicidio) avrebbe avuto una sorta di relazione e che i pubblici ministeri accusano ora di aver fornito false informazioni e false testimonianze. Dei medesimi reati sono accusati anche la madre di Ivano Russo, Elena Baldari, suo fratello Claudio e la fidanzata di allora, Antonietta Genovino.

Ennesima accusa, anche per il caso Scazzi bis, viene addebitata anche a Michele Misseri, zio di Sarah e padre di Sabrina: zio Michele è accusato di autocalunnia in quanto si sarebbe addebitato la colpa dell’omicidio pur non avendolo di fatto commesso (a meno stando a quanto ritenuto dai giudici).

Fra gli altri indagati del caso Scazzi bis per falsa testimonianza o per farlse informazioni figurano poi Maurizio Misseri, nipote di Michele, e sua madre Anna Lucia Pichierri; Alessio Pisello, un amico di Ivano Russo e Sabrina Misseri; Anna Scredo, cognata di Giovanni Buccolieri, il fioraio che avrebbe sognato il sequestro di Sarah; Dora Serrano, sorella di Concetta e Cosima, la prima madre di Sarah Scazzi, la seconda madre di Sabrina Misseri; il fratello di Dora Serrano, Giuseppe. Questi ultimi due devono rispondere anche di calunnia contro i carabinieri.