Dopo l’arresto del sindaco di Lodi avvenuto nella giornata di ieri c’è spazio oggi per i commenti della politica sul caso Uggetti.

Il primo cittadino di Lodi, accusato di turbativa d’asta nell’assegnazione dei bandi per la gestione delle piscine comunali, com’è noto era stato eletto tra le fila del Pd. Inevitabilmente la stampa ha richiesto un commento a Matteo Renzi, sopratutto dopo l’arresto dell’ennesimo membro del suo partito, il presidente del Pd della Campania, Stefano Graziano.

Il Presidente del Consiglio non ha però voluto cavalcare la polemica e ai microfoni di Rtl 105.5 ha invitato a rispettare le decisioni dei magistrati evitando sentenze e condanne prima del tempo: “I magistrati vadano avanti con le indagini, mi auguro arrivino presto alle sentenze, l’importante è che non si facciano i processi sui giornali. Chi ha sbagliato paghi ma niente strumentalizzazioni“.

Anche in vista degli attacchi politici da parte dei rivali, in primis Movimento 5 Stelle e Lega Nord, Renzi ha voluto mettere le mani avanti rispetto al caso Uggetti: “Io dico solo che c’è bisogno di grande chiarezza, tranquillità e rispetto nei confronti dei magistrati. Qualcuno dice che è ‘un complotto’. Io dico ‘ma complotto de che’? Ci sono le indagini in corso, se saranno colpevoli è giusto che paghino, ma non ci deve essere nessun tipo di strumentalizzazione politica su questo. Se i magistrati hanno ravvisato la necessità di arrestare il sindaco di Lodi hanno fatto bene”.

Non che la questione non rappresenti una spina nel fianco, in particolar modo a livello di credibilità, “ovviamente questa vicenda fa male perché impedisce di far vedere le tante cose positive che abbiamo fatto per l’Italia”, ma in ogni caso il premier si concede esternazioni pragmatiche: “La questione morale c’è dappertutto. C’è nella politica italiana, chi dicesse il contrario non sarebbe credibile. È evidente che quando ci sono 50.000 consiglieri comunali e amministratori, non li possiamo andare a controllare uno per uno. Chi sbaglia deve essere cacciato e punto. Qui non è destra contro sinistra ma onesti contro ladri.”

Nel frattempo proseguono le indagini su Simone Uggetti e l’avvocato Cristiano Marini, all’apparenza complice del sindaco di Lodi. Secondo le prime indiscrezioni i due avrebbero richiesto a un tecnico del Comune di formattare i loro pc sui quali avevano eseguito tutte le operazioni inerenti la turbativa d’asta.

Proprio per il rischio di un ulteriore inquinamento delle prove i magistrati si sono visti costretti a richiedere l’arresto della coppia, finita in carcere a Pavia.