La vicenda giudiziaria di Massimo Bossetti potrebbe complicarsi. Oltre all’accusa dell’omicidio di Yara Gambirasio, al muratore di Mapello potrebbero essere infatti contestate anche delle molestie ai danni di due ragazze. La notizia, al momento in attesa di conferma da fonti giudiziarie, è stata fatta trapelare dal settimanale Giallo.

Secondo quanto riportato dai giornalisti, prima della morte della piccola Yara, due ragazzine avrebbero denunciato di aver subito molestie da un uomo a Brembate. La descrizione sembra coincidere con quella di Bossetti, dal momento che entrambe avrebbero riferito che il molestatore si aggirava a Brembate su un furgoncino bianco.

“Il suo furgone era simile a quello che usano i muratori”, avrebbe detto agli inquirenti una delle due.

All’epoca della denuncia le indagini non ebbero seguito e non portarono all’identificazione di alcun sospettato. La deposizione delle due ragazze molestate a Brembate sarebbe caduta nel vuoto se non fosse che, dopo l’arresto di Bossetti per l’omicidio di Yara, le due avrebbe identificato nel volto del presunto omicida quello del loro molestatore. Le due ora si dicono certe che l’uomo avesse il pizzetto e i capelli biondi, proprio come l’imputato del delitto di Brembate.

Spetterà agli inquirenti accertare la verità e l’attendibilità di queste testimonianze. Denunce che senz’altro non faranno che complicare ulteriormente la posizione dell’imputato, in carcere ormai da 7 mesi. Intanto il difensore di Bossetti,  Claudio Salvagni, avanza un’altra tesi:

“Abbiamo acquisito elementi su un’altra persona su cui stiamo cercando riscontri”.

L’avvocato difensore di Bossetti muove poi pesanti accuse alla Procura:

“La Procura non ci è venuta incontro: avevamo chiesto un elenco di numeri di telefono ma ci è stato negato. Il pm ricordo deve cercare anche gli elementi a favore dell’indagato”.

La pista seguita da Claudio Salvagni si basa sulla testimonianza di una donna che ha riferito di aver conosciuto, nei mesi precedenti alla morte di Yara, un muratore romeno. L’uomo, che oggi è tornato in Romania facendo perdere le sue tracce, le aveva confidato di avere instaurato un forte legame con una ragazza minorenne che praticava ginnastica. Salvagni vuole avere accesso ai numeri che hanno agganciato la cella di Brembate di Sopra in quel tragico 26 novembre di 4 anni fa per verificare se il  romeno fosse nei paraggi.

La difesa di Bossetti continua a sostenere che la traccia di DNA trovata sul corpo di Yara non è sufficiente a inchiodare l’uomo, dal momento che sia sul furgone che sull’auto, sugli abiti e sugli attrezzi dell’imputato non sono state rinvenute altre tracce di materiale genetico riconducibili al muratore di Mapello.