Si riapre il processo sul caso Yara che vede imputato Massimo Bossetti, unico sospettato della morte della tredicenne.

Ancora una volta al centro del dibattimento che vede scontrarsi le due parti c’è la prova dell’esame del Dna, per la quale la difesa ha chiesto una perizia per dirimere i dubbi esistenti sulla colpevolezza del muratore di Mapello.

Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, in tribunale ieri, hanno infatti voluto portare all’attenzione le dichiarazioni di Sarah Gino, genetista consulente della difesa, la quale ha sostenuto che i sette peli trovati sui vestiti di Yara Gambirasio non sarebbero né di Bossetti né della vittima.

Opinione del tutto contrario a quella del consulente della parte civile, Giorgio Portera, che ha dichiarato come non sia possibile confrontare Dna nucleare – attribuito a Bossetti – e mitocondriale, che invece non è stato possibile assegnare. E ciò proprio perché il Dna mitocondriale non avrebbe alcun valore identificativo.

Inoltre le analisi dei due tipi di Dna sarebbero avvenute a distanza di quasi quattro anni (inizio 2011 per il primo e fine 2015 per il secondo): un lasso di tempo durante il quale ci sono troppi fattori imprevedibili ad alterare qualsiasi possibilità di confronto. Il genetista ha poi affermato di trovare del tutto valide le analisi dei Ris riguardo al Dna di quello che è conosciuto come Ignoto 1, trovato compatibile con Giuseppe Gerinoni, padre naturale di Bossetti.

L’ex ufficiale dei Ris Massimo Capra, schierato con la difesa, ha però parlato di “generale incostanza” dei risultati ottenuti dalle analisi, provenienti da undici profili differenti. Contestata anche l’argomentazione di Portera, in quanto non ci sarebbero giustificazioni scientifiche all’assenza di sovrapposizione tra Dna nucleare e mitocondriale, anzi la stessa dovrebbe portare a invalidare la prova. Forti dubbi permangono anche sul kit di polimeri scaduti utilizzati dai Ris per le loro analisi.

La prossima udienza del processo sul caso Yara è fissata al 12 febbraio, quando il pm Letizia Ruggeri riprenderà con il controesame dei consulenti della difesa