George Zimmerman, la guardia privata di 29 anni che il 26 febbraio 2012 ha ucciso un ragazzo di colore disarmato, Trayvon Martin, di 17 anni a Sanford in Florida, mentre camminava per strada con il cappuccio alzato, non è colpevole della morte del giovane afroamericano.

E’ quello che hanno deciso i giurati al termine del processo. La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso gli Usa, mobilitando molti personaggi pubblici e lo stesso presidente statunitense Barack Obama che disse una volta “se avessi avuto un figlio sarebbe stato come Trayvon”, subito dopo l’omicidio del 17enne erano piovute accuse di razzismo nei confronti della guardia di origine ispanica. Zimmerman ha sempre proclamato la sua innocenza, dicendo di aver sparato per legittima difesa. Al momento della sentenza i genitori di Trayvon Martin non erano presenti, il giudice terminato il processo ha detto nei confronti dell’accusato: “Lei non ha più nulla a che fare con questa corte, è libero, può andare”.

La sentenza ha colpito l’opinione pubblica come il caso di Rodney King, il ragazzo picchiato a morte dagli agenti che poi sono stati assolti, o come quello di O.J. Simpson, uno dei più grandi giocatori della storia del football americano accusato di aver ucciso la sua ex moglie, Nicole Brown, e un suo amico, alla fine giudicato innocente. La comunità afroamericana in particolare è rimasta sconvolta da questa sentenza che ha assolto Zimmerman, sono già partite manifestazioni in strada nonostante le autorità le avessero sconsigliate e si temono disordini.