Casper era un barboncino randagio, la sua particolarità era quella di assistere alle lezioni all’università insieme agli studenti. Era appunto. Fino a quando il rettorato della Northwest A&F della contea di Yanglin (Pechino) non ha deciso di avvelenarlo.

Ogni mattina il cane entrava nelle aule, si accucciava nelle sedie tre i banchi e rimaneva in silenzio senza dare alcun fastidio. Tra le sue lezioni preferite, quelle di inglese e matematica dove le sedie gli permettevano di potersi sdraiare. Ai dirigenti dell’Università, però, dava fastidio perchè metteva in cattiva luce il nome dell’ateneo, così è stato avvelenato e buttato nella spazzatura.

Il suo ritrovamento ha scatenato una vera e propria rivolta tra gli studenti: “Siamo tristi e arrabbiati -ha dichiarato Xiao Wang, uno studente- non era necessario uccidere Casper, stava seduto insieme a noi a lezione senza dare fastidio a nessuno, non era una minaccia. Il rettorato aveva solo paura di fare una figura poco professionale“. “Nessuno si è mai lamentato della sua presenza, nemmeno i professori – aggiunge Xiong Hou, 21enne – anzi Casper aveva anche una buona influenza sulle persone“.

Il rettorato ha provato a difendersi dicendo che i randagi dentro al Campus non possono essere tollerati perchè creano disordine: “Se dovessero mordere qualcuno la responsabilità sarebbe dell’Università stessa“.

Ma non per questo occorreva ucciderlo.