La privacy va garantita nella maniera più assouta alle persone che effettuano un cambio di sesso. Ad affermarlo è la Cassazione con la sua ultima sentenza, che quest’oggi ha convalidato il risarcimento di 75 mila euro a un uomo che ha scelto di cambiare sesso ed è stato danneggiato dal suo comune di residenza.

La Cassazione oggi ha così stabilito un risarcimento danni nei confronti del comune di Comiso, in provincia di Ragusa in Sicilia, reo di aver causato all’uomo che ha cambiato sesso ed è diventato una donna dei danni in seguito “all’illegittima divulgazione di dati attinenti al mutamento di identità sessuale”.

Il comune di Comiso aveva infatti trasmesso al nuovo comune in cui l’uomo diventato donna aveva fatto richiesta di residenza il suo intero fascicolo personale, che conteneva anche i suoi dati anagrafici e la specificazione che aveva effettuato un cambio di sesso. Una mossa che quindi ha violato il suo diritto alla privacy o meglio, come specifica la Cassazione, una “indebita diffusione di dati ipersensibili” andati a conoscenza di terzi che avevano “attentato alla riservatezza della donna la quale affermava di avere subito gravi pregiudizi alla sua salute psichica, alla vita coniugale e alle relazioni in ambiente lavorativo”.

Con questo risarcimento della cifra di 75 mila euro, la Cassazione ha così stabilito che la privacy deve essere tutuelata per le persone che compiono questa scelta di vita. La Cassazione chiede inoltre di individuare: “più efficaci e stringenti misure” in un periodo storico in cui “l’incessante progresso tecnologico, il perfezionamento (e la pericolosità) dei mezzi di comunicazione di massa e degli strumenti di raccolta di dati e notizie” può dare vita a “gravissime aggressioni agli aspetti più intimi della personalità”.

La condanna era stata già inflitta dal Tribunale di Ragusa nel febbraio del 2012 e ora è stato confermata anche dalla Cassazione, che ha così respinto il ricorso effettuato dal comune di Comiso e ha dichiarato che “l’inadeguatezza nel trattamento dei dati al momento del trasferimento al comune e le modalità stesse del trasferimento costituiscono sicuramente comportamento illegittimo che ha contribuito alla determinazione del danno”.