È sciopero generale in Catalogna dopo le violenze perpetrate dalla polizia nazionale che ha caricato (soprattutto) studenti ed anziani. L’alto commissario dell’Onu per il diritti umani Zeid Raad Al Hussein ha chiesto al governo spagnolo di avviare immediatamente un’indagine per accertare eventuali responsabilità dal momento che una giornata di voto si è trasformata in una guerriglia urbana con cittadini, che volevano semplicemente recarsi alle urne, caricati dalle forze di polizia che hanno sbarrato gli ingressi dei seggi. “Le risposte delle forze dell’ordine devono essere sempre proporzionate e necessarie” ha aggiunto Al Hussein. “La violenza non può mai essere uno strumento in politica” ha ribadito il portavoce della Commissione Europea, Margaritis Schinas, sottolineando, però, che “il voto in Catalogna non era legale”.

Catalogna, anche il Barcellona sospende allenamenti

Intanto il governatore della Catalogna, Puigdemont, chiede a gran voce l’intervento dell’Unione Europea che, a suo dire, “deve smettere di guardare dall’altra parte” davanti alle presunte violazioni della Carta europea dei diritti fondamentali da parte del governo spagnolo. Oggi, infatti, è previsto uno sciopero generale a cui aderiscono i principali sindacati spagnoli per “lottare contro la repressione e le libertà” e anche il Barcellona che ha deciso di sposare la causa indipendentista della Catalogna chiudendo uffici e sospendendo gli allenamenti previsti.