Non ce l’ha fatta una donna e i suoi due gemelli che, dopo un aborto spontaneo, sono deceduti all’ospedale Cannizzaro di Catania dove si trovava ricoverata da 17 giorni. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sulla morta della 32enne alla 19esima settimana di gravidanza con procreazione assistita. I familiari hanno presentato denuncia e la Procura ha bloccato i funerali, sequestrando la cartella clinica e trasferendo la salma in obitorio. Si è attivato anche il Ministero della Salute disponendo un‘ispezione.

Muore dopo aborto, la Procura apre un’indagine

Per eseguire l’esame autoptico, il personale in servizio verrà indagato – come atto dovuto – per omicidio colposo. Intanto, secondo quanto riferito dalla famiglia della donna, uno dei medici non avrebbe voluto estrarre il feto con gravi difficoltà respiratorie fino a quando fosse rimasto vivo poiché obiettore di coscienza. “Dal 15 ottobre mattina la situazione precipita. Ha la febbre alta che è curata con antipiretico. Ha dei collassi e dolori lancinanti. Lei ha la temperatura corporea a 34 gradi e la pressione arteriosa bassa. Dai controlli emerge che uno dei feti respira male e che bisognerebbe intervenire, ma il medico di turno, mi dicono i familiari presenti, si sarebbe rifiutato perché obiettore: “fino a che è vivo io non intervengo”, avrebbe detto loro” precisa il legale della famiglia.

Muore dopo aborto, il medico forse obiettore di coscienza

“Quando il cuore cessa di battere viene estratto il feto e mostrato morto ai familiari. Due di loro possono avvicinare la donna che urla dal dolore e grida continuamente “aiuto”. Viene eseguita una seconda ecografia e anche il secondo feto mostra delle difficoltà respiratorie. E anche il quel caso il medico avrebbe ribadito che lo avrebbe fatto espellere soltanto dopo che il cuore avesse cessato di battere perche’ lui era un obiettore di coscienza aggiunge il legale della donna. Un altro medico, poi, li avrebbe avvisati che le condizioni della donna sarebbero state “gravissime”. “I familiari riferiscono di averla vista con dei cerotti sulle palpebre che le chiudevano gli occhi” conclude l’avvocato. Infine il decesso dopo l’aborto spontaneo.