Dopo 16 mesi di servizio le strade di Flavio Cattaneo e di Telecom Italia divergono: a provocare la rottura, descritta ufficialmente come una chiusura consensuale del rapporto, sarebbero state le divergenze con l’azionista di maggioranza Vivendi.

Disattesa dunque la durata del contratto del manager, che sarebbe dovuto rimanere in sella fino al 2020. La buonuscita prevede il pagamento di un’ingente somma che si aggira intorno ai 30 milioni di euro (ma alcuni commentatori si spingono fino a ipotizzare una cifra più vicina ai 40 milioni) per i 16 mesi di lavoro.

L’ex amministratore delegato di Tim dunque lascia la guida della società e per la giornata di oggi è prevista la riunione del comitato nomine e del consiglio di amministrazione, che avrà il compito di definire un successore.

Molto quotato il nome dell’israeliano Amos Genish, attualmente in forze presso Vivendi in qualità di Chief Convergence. Ad affiancarlo Giuseppe Recchi come amministratore delegato e Arnaud de Puyfontaine quale presidente.

Esperto di telecomunicazioni, Genish è già stato ceo di Telefonica Brasil e proprio per l’accordo di non concorrenza dovrà delegare le attività brasiliane a Recchi.

In ogni caso la cura Cattaneo sembra aver fatto bene alla società di telecomunicazioni, con una crescita annua stimata in più del 7% negli ultimi quattro trimestri, essendo passata dai 3,7 miliardi di euro di giugno 2016 agli oltre 4 del primo trimestre: importanti le azioni effettuate in merito di taglio costi e di promozione dell’attività commerciale.