Oggi Cattolici e Musulmani si sono uniti insieme, in un gesto simbolico, per far fronte comune contro il terrorismo. Il gesto di distensione molto significativo è arrivato soprattutto dai Musulmani che nella giornata odierna hanno varcato le porte delle chiese cattoliche sparse in tutta Italia per dare un segnale forte e chiaro: l’Islam non è terrorismo e quanto sta accadendo – soprattutto per via dell’Isis ma non solo – non ha nulla a che fare con la religione.

E così, dopo le varie stragi che hanno ferito l’Europa (l’ultima quella avvenuta a Rouen qualche giorno fa, in cui un prete è stato sgozzato), Cattolici e Musulmani hanno deciso di abbracciarsi metaforicamente per cercare di dare una svolta importante. E così almeno quindicimila Musulmani, tra imam e fedeli, oggi hanno scelto di recarsi nelle chiese cattoliche per prendere le distanze da chi sembra essere spinto a compiere stragi da tutto fuorché dalla religione.

Il gesto da parte dei credenti di fede islamica è avvenuto nelle chiese cattoliche di Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e in quelle di tante altre città sparse su tutto il territorio nazionale. E sarebbero stati oltre quindicimila a partecipare, secondo le stime di Foad Aodi e della sua Comunità del Mondo Arabo in Italia (la Comai).

Il gesto è stato apprezzato anche dal cardinal Bagnasco, che ha dichiarato su Avvenire: “Siamo molto grati per questa risposta pronta, tempestiva e chiara. Se continuano su questa strada si potrà creare un vero isolamento attorno a questi fanatici omicidi. Non sempre abbiamo sentito una reazione corale, ora questo invece si sta creando. E’ vero che il mondo musulmano è abbastanza frammentato per motivazioni di carattere teologico, che non ci competono. Ma su questo punto fondamentale di condanna netta della barbarie si può essere tutti d’accordo. E ora mi pare che si vada in questa direzione“.

La manifestazione di solidarietà da parte dei Musulmani non è avvenuta solo in Italia ma anche in Francia, dove l’occasione è stata organizzata per prendere posizione dopo l’uccisione di padre Jacques Hamel, a Rouen.