Ha sollevato un vero e proprio vespaio mediatico il matrimonio di Kheda Goilabieva, 17enne costretta a sposarsi contro la propria volontà a Grozny, in Cecenia. La ragazza è stata infatti data in sposa a Nazhud Gucigov, capo della polizia cecena, molto vicino al leader locale Ramzan Kadyrov e di oltre 30 anni più vecchio di lei.

Un matrimonio forzato”, ha denunciato la nota giornalista del quotidiano Novaia Gazeta, Ielena Milashina, e nonostante questo “benedetto” da Kadyrov. Particolarmente attiva per quel che riguarda le denunce alle infrazioni dei diritti civili fondamentali, la Milashina ha voluto raccontare la vera storia di Kheda e per tutta risposta le è stata inviata a casa una pattuglia della polizia cecena. La giornalista si è vista così costretta a lasciare il Paese in tutta fretta, ma non è stata la sola ad esprimere il suo dissenso: proteste giungono dalle associazioni umanitarie, ma anche da molte donne che hanno diffuso in rete il proprio sdegno.

Il poliziotto che ha preso in moglie Kheda (di età presunta tra i 46 e i 57 anni) è infatti già sposato e con figli. Aveva scelto la ragazza molto tempo prima, ha rivelato nelle scorse settimane la Milashina, e intimato alla famiglia di consegnargliela al compimento del 17° anni di età.

Il leader di Grozny si è sempre detto favorevole alla poligamia, di fatto bandita, ma non punita, dalla legge russa e tutt’ora diffusa nella musulmana Cecenia; ma dopo lo scandalo della giovanissima sposa, alcuni deputati hanno annunciato che discuteranno l’ipotesi di reintrodurre una responsabilità penale per il reato.

Lasciano invece senza parole i commenti di Kheda Saratova e Pavel Astakhov, rispettivamente membro del Consiglio dei Diritti Umani della Repubblica caucasica e difensore dei diritti dei minori in Cecenia: la prima ha rivolto “I migliori auguri agli sposini”, mentre il secondo ha giustificato l’intera vicenda sostenendo che “Emancipazione e maturità sessuale nel Caucaso arrivano prima”.

In un messaggio diffuso tramite la tv locale, il premier ceceno ha quindi invitato gli uomini a tenere le mogli lontano da Whatsapp: “Basta. Comportatevi da ceceni. L’onore familiare è la cosa più importante di tutte. Non scrivete queste cose. Uomini, proibite alle donne WhatsApp, chiudetele in casa e non lasciatele uscire, non metteranno in rete nulla”. Ma il video della festa di matrimonio sta comunque facendo il giro del mondo e anche se Kadyrov ha assicurato il rispetto delle norme legali, delle prassi religiose e delle tradizioni locali, resta il fatto che la poligamia è vietata dalle legge russa, ma non è prevista alcuna punizione per chi la pratica.