Se si è omesso di versare la prima rata si può rimediare con il ravvedimento.

Il 30 novembre scade il termine per pagare la seconda rata d’acconto della cedolare secca. Ma cosa deve fare chi ha dimenticato di versare la prima rata? Il ravvedimento dovrebbe rimediare all’omissione, al più tardi entro la scadenza di presentazione del modello Unico 2012 relativo al 2011. Sembra che questa sia la corretta interpretazione della disciplina riferita al primo anno di applicazione dell’imposta sostitutiva.

Per i contratti in essere al 7 aprile 2011 – già registrati o rinnovati a questa data – l’opzione si manifesta nel modello Unico 2012, ma resta l’obbligo di pagare gli acconti dovuti già a partire da quest’anno. Sul punto sono possibili due interpretazioni. La prima: la scelta per la cedolare si perfeziona pagando gli acconti e compilando il modello Unico. La seconda, sen’altro da preferire, la scelta si perfeziona con la compilazione del modello Unico. In tale ipotesi, se gli acconti versati dovessero rivelarsi insufficienti, nella compilazione della modulistica, sarebbero applicabili le sanzioni per il ritardo, salvo regolarizzare con il ravvedimento.

Naturalmente, le conseguenze della scelta dell’una o dell’altra soluzione sono molto diverse. Se si aderisce alla prima tesi, non si può rimediare a eventuali omissioni riferite alla prima rata di acconto. Chi avesse saltato la scadenza di luglio, dunque, dovrebbe aspettare il 2012 per usufruire dell’agevolazione. L’unica soluzione potrebbe essere la possibilità di scindere l’opzione riferita al 2011 nelle due annualità contrattuali, quella in corso al 1° gennaio 2011 e quella che inizia nel corso del 2011.

Ad esempio, un contratto stipulato il 1° novembre 2010, per il quale il contribuente ha dimenticato la scadenza del 6 luglio. In questo caso si potrebbe entrare nella cedolare per l’annualità che inizia il 1° novembre 2011, ma solo se l’acconto da versare in relazione ai canoni di novembre e dicembre fosse inferiore a 257,52 euro, perché in questo caso l’acconto va pagato in un’unica rata entro novembre. Mentre per il periodo dal 1° gennaio al 31 ottobre 2011 si dovrebbe versare l’Irpef ordinaria.

Se invece si sceglie la seconda interpretazione, si potrà sempre rimediare all’omissione mediante il ravvedimento operoso, pagando in ritardo la cedolare, oltre a interessi legali e sanzione ridotta pari al 3,75 per cento.

Sarebbe molto utile, tuttavia, conoscere al riguardo il parere dell’Agenzia delle Entrate entro fine mese. Infatti, se il Fisco ritiene assolutamente necessario il pagamento degli acconti, il contribuente valuterà l’opportunità di pagare solo l’Irpef a fine novembre.

Ma sorge un dubbio riguardo alla possibilità che valga come acconto di cedolare il versamento eseguito con il codice degli acconti Irpef. Infatti è risaputo che la scelta del tributo sostitutivo non è valida se non è preceduta dalla rinuncia agli aggiornamenti contrattuali comunicata al locatario. Quindi si potrebbe ritenere che se il momento decisivo è la compilazione del modello Unico, sino a tale data sarà sempre possibile rinunciare agli aumenti, ovviamente con effetto retroattivo.