Un nuovo studio evidenzia l’ennesimo evento di utilizzo inappropriato di denaro pubblico, questa volta relativamente al traffico e ai servizi telefonici attivit sulle SIM card in dotazione alle amministrazioni. In altre parole quelle SIM card assegnate a sindaci, assessori, funzionari ministeriali, dirigenti statali, ecc.

Si tratta di uno studio avvenuto su 400 mila SIM card, dunque un numero significativo, sulle quali sono stati rilevati come attivi un numero elevato di servizi non istituzionali. Tra questi ci sono quasi 850 dipendenti pubblici abbonati a “SexyLand”. Un secondo uno studio sul traffico di oltre 400 mila sim card in dotazione alle amministrazioni, sarebbero stati spesi quasi 8 milioni di euro per pornografia, scommesse e altri servizi dall’evidente matrice pornografica, come anche 665 abbonati a “Le porno Erasmus” o i 564 abbonati a “Video hard casalinghi”.

Sono poi ancora più numerosi gli abbonamenti ad altri servizi, in primis al calcio con 12.000 abbonamenti a “Serie A Tim”, ma anche servizi di oroscopo o di cucina.

A seguire si trovano poi servizi di televoto, ad esempio al Festival di Sanremo o a Miss Italia, insieme a tantissimi altri servizi come Beengo Tuk Tuk, Mobando, TimGames, ecc. E stiamo parlando di tutti servizi che contano ampiamente più di 5000 abbonati pubblici.

Viene poi il turno dell’home banking e dei call center. Nel primo caso, infatti, rientrano ad esempio i 15.000 messaggini ricevuti da Banca Intesa per le comunicazioni di home banking, che in questo modo anziché finire sul conto del titolare finiscono sul conto degli italiani. Nel secondo caso sono numerose le chiamate verso call center a pagamento, come le 1.382 chiamate al call center di Trenitalia, le 1.108 a quello di Alitalia, le 267 al desk di Ticketone per avere informazioni su biglietti e concerti e le 120 telefonate al call center di Sky.

I numeri esatti parlano di circa 8 milioni di euro dal 2012 al 2017 su un parco di 401.839 SIM card verificate, ovvero una media di quasi due milioni all’anno.

La cifra, se relazionata alle ben più numerose spese pubbliche nel loro complesso, non sarebbe da considerare critica, ma un spreco di denaro pubblico così evidente e così evitabile non può non far discutere.

E’ opportuno premettere che, come può capitare a tutti i cittadini, in alcuni casi si è vittime di una truffa che porta all’attivazione involontaria di un servizio indesiderato. Tuttavia in questo caso i numeri sono talmente eclatanti che pensare ad un inconsapevole errore e giustificare tutti in questo modo sarebbe estremamente superficiale.

E’ sicuramente grave il fatto che un dipendente pubblico possa solo pensare di scaricare materiale pornografico o comprare altri servizi con i soldi dei cittadini, ma è altrettanto ridicolo, anche se meno grave, che lo stesso dipendente possa pensare di votare la Miss preferita o chiamare call center a pagamento.

Con sottile ironia possiamo dire che, tra questi quasi 8 milioni di euro sperperati, almeno ci sono circa un migliaio di euro spesi in sms di beneficenza. Di certo è più facile essere generosi quando i soldi non provengono dalle proprie tasche, ma almeno la causa è più lodevole delle altre.