Oggi si parla di nuove tecnologie, di innovazione, di nuovi standard dell’abitare e del lavorare e non pensiamo che il progresso di oggi ha le sue radici nel passato.

Proprio con l’obiettivo di far conoscere il passato sconosciuto dell’industria italiana delle costruzioni e di materiali che hanno caratterizzato un’epoca abbiamo pensato di presentare ai lettori un capitolo importante nel gran libro della storia delle costruzioni industriali: l’avvento del cemento armato. Si tratta di un breve estratto da un articolo originale del 1925, della rivista “Ingegneria”).

In realtà, l’avvento del cemento armato nelle costruzioni industriali ha segnato una data veramente storica nella tecnica delle costruzioni, consentendo alle audacie costruttive di spaziare in campi nuovi e nuovi mezzi. In questo ramo della tecnica, come in molteplici altri, gli studiosi e i costruttori italiani hanno condotto un’opera tenace, ardita ed abilissima, ma per noi un’illustre sconosciuta perché come sempre è prevalsa l’eccessiva modestia. E invece è giusto conoscere il passato.

”Ci ha pensato un modesto ma valoroso cultore di questa scienza – così riporta l’estratto citato – che sembra essersi assunto il compito di rivelare ai costruttori italiani la tecnica italiana, di darci la consapevolezza e la meritata fierezza di quanto si è fatto anche qui in Italia, e non soltanto oltralpe: l’ingegnere Luigi Santarella, del Politecnico di Milano. Già la recente sua opera sui ”Ponti Italiani in Cemento Armato” era stata largamente accolta nell’ambiente dei tecnici ed aveva costituito una documentazione mirabile. Col suo nuovo lavoro, ”Il cemento armato nelle costruzioni Civili e Industriali” (Milano – Hoepli), l’Ing. Santarella prosegue la sua laboriosa e meritoria opera illustrativa.

Con soddisfazione profonda di tecnici e di italiani si scorrono i due poderosi volumi, uno di testo ed uno di tavole, dove sono raccolte ed illustrate ampiamente parecchie fra le più moderne e più rilevanti costruzioni in cemento armato eseguite in Italia. La convinzione dell’alto livello toccato dalla tecnica costruttiva italiana, viene spontanea e sicura dall’esame delle opere che essa ha saputo realizzare.

Si può dire che non vi sia applicazione del cemento armato alla costruzione di edifici che non trovi fra noi esempi cospicui di applicazioni. Alcuni dei lavori descritti nella citata pubblicazione assumono veramente un carattere di eccezione che merita di essere messo in rilievo.

Si veda, ad esempio, per gli ordinari edifici industriali a capannone, il garage costruito per la Ditta Fassati a Biella, su progetto dello stesso ing. Santarella. Una grandiosità eccezionale assume la travata centrale della acciaieria di Oneglia delle (Ferriere di Voltri, costruita dalla Società Anonima Porcheddu Ing. G. A. di Torino. Piace veder ricordati nell’opera dell’Ing. Sartarella anche i lavori di ampliamento del Teatro della Scala a Milano, meritevoli di attenzione per le condizioni veramente particolari di difficoltà nelle quali dovettero essere compiuti.

Altri importanti lavori, che meriterebbero d’essere qui ricordati, sono illustrati nel libro, quali: il teatro Diana in Milano, la cupola della Chiesa di San Carlo in Monza, gli stabilimenti Tosi, le fonderie Necchi e molti altri edifici industriali coi più svariati tipi di coperture, e parecchi notevolissimi esempi di silos per grani, per klinker, per calce macinata, ecc. Un vero compiacimento estetico prova l’animo di un tecnico all’osservazione di quel gioiello di meditata arditezza che sono gli hangar per dirigibili di Parma.

Non è possibile dilungarci in questa analisi della rassegna che l’Ing. Santarella ha compiuto dei titoli di merito dei costruttori italiani. Ma non vanno lasciate sotto silenzio due altre opere importanti che rivestono un carattere di particolarissimo interesse. Intendiamo parlare del palazzo della Banca d’Italia a Reggio Calabria e del Duomo della stessa città, costruiti entrambi dalla Società Chini, tenendo conto dell’elevata sismicità del territorio.

Le calcolazioni, riportate per esteso dall’Ingegnere Santarella, sono un modello del genere e saranno indubbiamente seguite dai tecnici con attenta soddisfazione per la modernità dei concetti adottati e per il rigore scientifico con cui furono condotti. Sia il palazzo della Banca d’Italia che il Duomo di Reggio costituiscono uno dei più moderni e grandiosi esempi di costruzioni antisismiche.

Chiudiamo a malincuore questa esposizione che risveglia diletto di tecnici e soddisfazioni di italiani. Ma non vorremmo che quanto abbiamo detto sembrasse diminuire il pregio e l’ampiezza del lavoro dell’egregio Autore. L’opera dell’Ingegnere Santarella non si limita infatti alla esposizione di lavori compiuti, ma costituisce un vero e completo trattato di costruzioni in cemento armato.

Ne è venuta una di quelle opere precise, limpide ed utili come soltanto possono uscire dalla penna di chi ha diviso per molti anni la sua attività fra la pratica professionale e l’insegnamento universitario. Di grande importanza ed utilità, per i calcoli di massima o per verifiche sommarie, sono alcuni grafici atti a determinare in modo spedito le dimensioni delle sezioni del cemento e del ferro da adottare, in relazione agli sforzi esterni. Non è quindi difficile prevedere all’opera dell’Ing. Santarella il più ampio successo”.