La domanda dei giovani e dei nuovi nuclei familiari alimenta sempre meno il mercato della casa.

Così ha dichiarato Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, presentando i dati sull’accesso dei giovani italiani al mercato immobiliare residenziale. Ne risente, naturalmente il comparto immobiliare, con conseguenze che da congiunturali rischiano di diventare strutturali. Pertanto è urgente prospettare un’offerta di abitazioni in proprietà e in affitto che incontrino le esigenze delle nuove generazioni.

Secondo il Censis, i giovani italiani vivono una condizione di forte svantaggio economico che inevitabilmente convolge anche il mercato della casa. Infatti, le famiglie più giovani sono quelle più svantaggiate: pagano alti canoni d’affitto oppure usano alloggi di famiglia.

Nei centri di dimensioni contenute e anche nelle città di piccole e medie dimensioni, l’accesso alla proprietà è meno problematico per le famiglie più giovani, incoraggiate anche dal supporto abitativo da parte della famiglia allargata.

Nelle grandi città l’affitto a prezzi di mercato è la modalità in cui fruisce dell’abitazione il 47,5% delle famiglie con persona di riferimento fino a 40 anni, mentre il dato relativo alla proprietà scende al 49,2% e anche l’uso di una casa della famiglia rappresenta un caso meno frequente (1,6%).

Rispetto agli altri Paesi europei – ha commentato Giuseppe Roma – da noi non ci sono alloggi adeguati alle condizioni reddituali del mondo giovanile. Gli affitti sono troppo alti rispetto alle disponibilità economiche delle nuove generazioni. Defiscalizzazione, low cost e tipologie architettoniche funzionali, ma più piccole – ha aggiunto il direttore generale del Censis – possono andare incontro alle esigenze dei trenta-quarantenni e al tempo stesso dare sbocco concreto agli investimenti immobiliari.

Un’altra indagine, realizzata da web Mutui.it, conferma le difficoltà che i giovani incontrano nel settore dei mutui: un preventivo di mutuo su 4 per l’acquisto della prima casa è richiesto da giovani under 30, ma nemmeno il 5% delle richieste di mutui presentate dai giovani sotto i 30 anni viene accolto dalle banche.