L’unità spinge a evitare “la tentazione della paura dell’altro”, queste le parole più importanti pronunciate oggi da Papa Francesco durante la grande festa indetta nella Repubblica Centrafricana per il suo arrivo, terza tappa del suo viaggio in Africa. Oltre agli incontri con le autorità, una visita a un campo profughi e un incontro con la comunità musulmana, Papa Francesco aprirà oggi, attorno alle ore 17, la Porta Santa di Bangui inaugurando così il Giubileo della Misericordia.

Il Papa ha aperto il suo discorso partendo dal concetto di unità: “Si tratta di vivere e di costruire a partire dalla meravigliosa diversità del mondo circostante, evitando la tentazione della paura dell’altro, di ciò che non ci è familiare, di ciò che non appartiene al nostro gruppo etnico, alle nostre scelte politiche o alla nostra confessione religiosa”. Successivamente ha voluto affrontare un altro importantissimo tema, quello della dignità: “Ho appreso con piacere che la Repubblica Centrafricana è il paese di ‘Zo kwe zo’, il paese in cui ogni persona è una persona”, dunque “chi ha i mezzi per condurre una vita dignitosa, invece di essere preoccupato per i privilegi, deve cercare di aiutare i più poveri” ad accedere “all’istruzione e all’assistenza sanitaria, la lotta contro la malnutrizione e la lotta per garantire a tutti un’abitazione decente dovrebbe essere al primo posto di uno sviluppo attento alla dignità umana”.

Papa Francesco da Bangui ha richiamato l’attenzione di “cittadini, responsabilità del Paese, partner internazionali e società multinazionali sulla loro grave responsabilità nello sfruttamento delle risorse ambientali, nelle scelte e nei progetti di sviluppo che influenzano l’intero pianeta, perché – come ha ricordato il pontefice costruire una società prospera è una opera solidale“.