Capita ogni tanto, che, in pieno possesso delle proprie capacità mentali, una scriva il classico pezzo suicida.

Quello che non ti approverà nessuno, quello che porterà perfino il Direttore, l’uomo paziente per antonomasia, a sbuffare e alzare gli occhi al cielo. Capita ogni tanto che l’autrice dei pezzi più idioti di Leonardo.it decida di mettersi una mano sul cuore e l’altra sulla testa e decida, senza che nessuno glielo abbia chiesto, di elargire un consiglio al mondo. Così. Giusto per fare quella che potrebbe essere descritta come una “buona azione”: la condivisione della propria esperienza personale, sperando che a qualcuno gliene fotta qualcosa.

Oh amici del web. Oh navigati internauti. Ma in particolare tu: studentello della “Statale di Milano” (per citarne una) appena laureato, con tanta voglia di fare, di confrontarti e di dare il tuo contributo al mondo del lavoro; oh giovane tonno rampante che con coraggio si lancia nel mercato del “libero professionismo”, ti prego, ricordati una cosa semplice, fondamentale e banale: quando deciderai di contattare qualcuno da includere in un tuo progetto, quando deciderai di scassare le palle a società, importanti e non, per proporre una tua illuminazione notturna, mi raccomando – prima informati.

Sii serio, giovanotto e parliamone con calma: nell’anno dei social, nell’anno del tweet selvaggio, nel mondo di Facebook, Pinterest, LinkedIn, non è più accettabile che vengano ancora mandate  e-mail “a caso” ad altri professionisti. Non è più accettabile che la tua buona iniziativa venga abbattuta dalla tua ingenua pigrizia. Essere informati, oggi come oggi, comporta uno sforzo minimo che tu, ittico giovane amico pieno di belle speranze, puoi permetterti di fare. E lo dico per te, ragazzo mio – per sostenere il tuo indescrivibile talento.

Amico mio, passi il giorno attaccato a Facebook alla ricerca di una relazione stabile con più donne possibili e visto che ci sei, visto che probabilmente nella tua scala di valori il lavoro è nella top three della tua classifica personale, ti prego, quando decidi di contattare chiunque con lo scopo di relazionarti professionalmente, cerca prima di capire chi è. Potrebbe esserci differenza tra un veterinario vegano e un ingegnere aerospaziale con la passione per i Pokemon.

La frase “salve mi chiamo Alessandrino, ho in mente questo progetto, mi parli di lei e di cosa si occupa” è fuori luogo. Probabilmente, in alto a sinistra all’interno del suo profilo LinkedIn, c’è già scritto. L’altro potrebbe sentirsi gratificato nel vedere un sincero interesse nei propri riguardi. Potrebbe trovare lusinghiero capire che per lui, tu, giovane nuova leva italiana, un genio incompreso dei nostri tempi, hai sprecato ben tre minuti della tua vita per capire cosa possa aver fatto lui nella sua. Potrebbe trovare piacevole una mail dedicata alla sua persona  in particolare, e non una mail che chiaramente è stata inviata ad altri venti professionisti in copia di conoscenza nascosta.

Visto il numero di giovani laureati che sforna l’Italia, visto il numero di menti brillanti di cui disponiamo, vista la quantità ridotta di possibilità di lavoro, mostrare per una volta curiosità e metodo di relazione col tuo prossimo potrebbe fare la differenza. Soprattutto per le giovani. Tra quelle nate con la sfiga d’avere un paio di tette, molte idee e meno credito rispetto a un uomo – per loro essere informate, guardinghe e cordialmente incazzate è obbligatorio.

photo credit: bertboerland via photopin cc