“Uno squalo può riconoscere dall’aspetto un pesce velenoso come il serpente di mare e fuggire, e noi possiamo utilizzare questa capacità per trovare una risposta agli attacchi ai bagnanti”.

Potrebbe essere questa la soluzione, scoperta dalla University of Western Australia nell’ambito della ricerca “ The Nervous System of Cartilaginous Fishes”, che si interroga sulle percezioni cerebrali dei pesci cartilaginosi, come squali, razze e pesci sega, per risolvere, o almeno contenere, gli attacchi sempre più frequenti degli squali nei confronti dei bagnanti.

Secondo quanto emerso infatti, per quanto gli squali siano animali che recepiscono attraverso i sensori presenti sul muso, la vista risulterebbe essere uno dei sensi più sviluppati.

Gli scienziati hanno così dedotto che, per limitare i loro attacchi, basterà utilizzare galleggianti o altri attrezzi in grado di spaventare gli squali stessi.

La vista, per gli squali, risulta essere fondamentale proprio come per gli essere umani.

Mentre i dati di questa ricerca vengono approfonditi dagli esperti, in Australia proseguono le operazioni di difesa da parte degli attacchi degli squali che, in questi ultimi mesi, sono decisamente aumentati.