Secondo la Cgia Mestre – l’associazione per artigiani e piccole imprese – il governo Renzi avrebbe abbassato le tasse di almeno 7,1 miliardi di euro per le famiglie e di 8,3 miliardi di euro per le imprese. I dati sarebbero stati ricavati attraverso l’analisi dei provvedimenti normativi che il governo emanato, ossia quelli che riguardano gli interventi di riduzione oppure di inasprimento delle tasse e dei contributi fiscali.

Fra i provvedimenti normativi presi in considerazioni che riguardano le famiglie, ad esempio, la Cgia Mestre fa notare che queste ultime hanno potuto beneficiare della detrazione di 80 euro, del bonus bebè, della riduzione della cedolare secca in caso di locazione a canone concordato, delle deduzioni Irpef per l’affitto di nuove abitazioni e ancora, delle detrazioni fiscali nel caso in cui si è inquilini di alloggi sociali. Questo per quanto riguarda l’aspetto positivo. Per quanto riguarda quello negativo, invece, sono aumentati le tasse sulle rendite finanziarie, il peso fiscale sui fondi pensione e l’Imu sui terreni montani.

Per quanto riguarda le imprese, a queste sono stati concessi benefici quali: taglio dell’Irap, riduzione del diritto annuale da versare alle Camere di Commercio, sgravi contributivi in caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato, taglio al credito di imposta Irap per le imprese senza alcun dipendente. Anche in questo caso, però, vi sono stati anche aspetti negativi da segnalare. Si tratta, più in particolare, alla rinuncia dello sgravio contributivo del 50 per cento per l’assunzione dei disoccupati da oltre ventiquattro mesi, taglio del 20 per cento delle deduzioni forfettarie per gli autotrasportatori, riduzione delle agevolazioni per la produzione o per la cessione di energia prodotta dalle fonti rinnovabili agroforestali.