In programma a Milano, fino al 30 giugno2013, la mostra “Il grande alfabeto dell’umanità” un’importante esposizione dedicata alla Bibbia, libro alla base della religione ebraica, del Cristianesimo e fonte di tutta la tradizione ebraico-cristiana. Una mostra biblica, corredata da svariati eventi e proposta dall’Associazione Sant’Anselmo in occasione delle celebrazioni ufficiali della Diocesi di Milano per l’Anno Costantiniano (sono infatti 1700 gli anni trascorsi dall’editto di Costantino 313-2013).

Tre le sedi milanesi coinvolte: dalla Pinacoteca Ambrosiana a Palazzo Isimbardi per finire allo Spazio Oberdan con conferenze e proiezioni a tema.

All’Ambrosiana, grazie a importanti prestiti della Biblioteca Apostolica Vaticana e della Biblioteca Trivulziana, sono presentate antiche edizioni del Vecchio Testamento in diverse lingue, a partire da un esemplare in siriaco del VII secolo, Vangeli, Lettere paoline, Bibbie ebraiche, Salteri e la Bibbia di Malerbi, una delle prime traduzioni in italiano volgare risalente al 1471. Accanto ai sacri testi sono esposte alcune opere di Marc Chagall, pittore russo di origine ebraica che si è ispirato in molte sue opere a temi biblici: vi sono un dipinto a olio dedicato all’Esodo, diciannove disegni per l’edizione della Bibbia che l’artista illustrò nel 1956 e dodici acqueforti del 1930-’31.

A Palazzo Isimbardi è invece esposta una riproduzione in grandezza reale della “Porta del Paradiso“, realizzata per il Battistero di Firenze da Lorenzo Ghiberti tra il 1425 e il 1452, i cui lavori di restauro sono da poco terminati, dopo ventisette anni. La Porta, che presenta una serie di sorprendenti storie bibliche, è affiancata da video e approfondimenti realizzati in collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore, e da una mostra delle edizioni della Bibbia in Italia e nel mondo a cura della Società Biblica e dell’Associazione Sant’Anselmo.

Senza la Bibbia, l’Occidente non avrebbe avuto la storia, la cultura e l’arte che conosciamo. Il pittore e poeta inglese William Blake, all’inizio dell’Ottocento, definiva la Bibbia la “il grande codice dell’arte”. Per Blake era lo strumento indispensabile per capire i linguaggi, le tradizioni, i simboli, i miti che sono nati nel corso dei secoli e che hanno accompagnato il formarsi e lo sviluppo della cultura europea. La mancata conoscenza della Bibbia impedisce quindi non solo di comprendere la poesia, la letteratura e ogni espressione artistica del passato, ma anche di conoscere la contemporaneità sia nella sua espressione religiosa sia in quella secolarizzata, ma soprattutto, la Bibbia è la chiave interpretativa dell’uomo e della storia.

Un’iniziativa che gode dell’alto patronato dell’Arcivescovo di Milano e invita a una riflessione sulla libertà religiosa e sul pluralismo culturale e religioso che caratterizza oggi la società, un tema quanto mai attuale e di cruciale importanza.