La Juventus è tornata, vincendo la prima delle tre gare decisive di Champions League che sanciranno il futuro europeo della Vecchia Signora. Antonio Conte, dal suo tugurio dovunque esso sia, ha deciso di puntare su Alessandro Matri, anche se alla fine sono andati in gol tutti: Vidal, Marchisio, Giovinco, Quagliarella. Non Matri.
Sfortuna, forse. Ma la Juventus, al di là dei singoli, è tornata ad essere squadra. E il successo in Champions, che mancava dal 2009, non può che essere un toccasana per i bianconeri, incapaci di battere i danesi del Nordsjelland in Danimarca per poi umiliarli a Torino. Gioie e dolori di una squadra che ancora non è una primizia a livello europeo, ma che già sa il fatto suo.
Il problema, però, è grande: in Italia la Juve se la viaggia tranquillamente (almeno fino a sabato scorso…) in Europa è tutto diverso. Le squadre italiane non sono competitive e anche la Juventus ne risente. Ora, però, sfida al Chelsea e poi allo Shakthar: due gare da vincere assolutamente, per rimanere sicuri di andare agli ottavi. Anche perché retrocedere in Europa League sarebbe un danno troppo grande. Per la Juventus, ma per tutta l’Italia.