Dopo aver comunicato di aver rinunciato ad andare negli Stati Uniti, i genitori del piccolo Charlie Gard proveranno adesso a far tornare a casa il bambino prima che i medici gli stacchino la spina. Per questo motivo si sono rivolti ancora una volta all’Alta Corte di Londra, affinché conceda loro di trasferire Charlie a casa, contro quello che sembra il parere negativo dei medici del Great Ormond Street.

La notizia della rinuncia al viaggio negli Stati Uniti, per cui i due coniugi avevano lottato a lungo, è arrivata a sorpresa nella serata di ieri. I genitori del piccolo Charlie Gard, in lacrime, hanno comunicato che ormai non c’è più tempo per pensare ad un trasferimento così impegnativo per il bambino (che sarebbe dovuto avvenire per sottoporlo ad una cura sperimentale) e che la vita di Charlie seguirà il proprio corso. Consci di questo, i coniugi Gard hanno preferito lasciar perdere ogni tipo di battaglia legale, preferendo, al momento, passare ogni istante degli ultimi preziosi giorni con il loro bambino.

Unica richiesta sembra essere stata quella di riportare Charlie a casa, affinché, presumibilmente, possa vivere gli ultimi istanti della sua breve e sfortunata vita nella casa dei suoi genitori. I dettagli su questi particolari sarebbero stati offerti dal Daily Mail, che avrebbe rivelato la disponibilità dei coniugi Gard a incaricarsi di pagare le spese per il trasporto, i macchinari e lo staff che dovrebbero occuparsi del bambino.

Stretto riserbo anche sul momento in cui a Charlie sarà spento il macchinario: nonostante né medici (questi ultimi sarebbero stati minacciati anche di morte) né genitori si siano ufficialmente pronunciati, i genitori del piccolo avrebbero detto che purtroppo non potranno festeggiare il primo compleanno di Charlie (che avrebbe dovuto essere il prossimo 4 agosto). Forse, la cosa migliore da fare in questo momento, sarebbe quella di far calare il silenzio sia sugli ultimi istanti della vita di Charlie sia sul dolore dei suoi genitori.