Continua l’operazione anti-terrorismo in Francia dopo i gravissimi attentati nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo e in un supermarket ebraico.

In una Parigi ancora sconvolta dai tragici fatti di sangue la polizia ha arrestato 12 persone, nove uomini e tre donne, tutti sospettati di essere stati in qualche modo complici dei fratelli Kouachi o di Amedy Coulabaly.

I raid della polizia si sono concentrati nelle banlieue della città, periferie caratterizzate da un alto tasso di residenti provenienti dal Nord Africa e di fede musulmana (non solo immigrati, tuttavia, ma anche secondo e terze generazioni).

Secondo alcune fonti i fermati avrebbero potuto fornire sostegno logistico (ovverosia armi e automobili) agli autori delle operazione terroristiche sopracitate.

Nonostante la grande mobilitazione delle forze dell’ordine su Parigi continua ad aleggiare un’atmosfera carica di tensione, anche per la visita del segretario di stato degli USA John Kerry, potenziale obiettivo per gli attacchi dei fondamentalisti religiosi.

Si è invece sgonfiato l’allarme che aveva provocato il rinvenimento di due pacchi sospetti alla stazione di Gare de l’est. Gli artificieri, previa l’evacuazione dell’intero locale, hanno esaminato gli oggetti sospetti dalle 8 alle 9.30: la stazione ferroviaria è stata riaperta al pubblico al termine della perquisizione e cessato il pericolo di attentato.

Nel frattempo vi sono altre banlieue nel mirino della polizia, in particolar modo quelle al centro delle azioni di Coulibaly: Mountrouge, dove è stata uccisa una poliziotta, a Grigny dove ha trascorso l’infanzia e a Fleury-Merogis e a Epinay-sur-Seine.

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