In Francia l’emozione è ancora forte dopo la manifestazione di Parigi a difesa della libertà di stampa e contro il terrorismo, ma il livello di allarme è ancora alto e gli sforzi della polizia si stanno intensificando in direzione della cattura dei potenziali complici dei fratelli Kouachy e di Amedy Coulibaly.

Secondo alcune fonti le autorità riterrebbero infatti che ci sarebbero almeno altri 6 componenti della cellula terroristica in libertà.

Tra di questi è ancora incerto il ruolo svolto da Hayat Boumeddiene, la compagna di Coulibaly, ricercata dalla polizia ma molto probabilmente già arrivata in Siria. Non vi sarebbe accuse precise nei suoi confronti, e non è chiaro se la donna sia stata coinvolta nella progettazione e nell’attuazione del sequestro di alcune persone in un negozio ebraico.

Per ora l’unica certezza è quella data dalle forze di sicurezza turche, che ne hanno registrato l’arrivo all’aeroporto di Instanbul il 2 gennaio; l’8 gennaio la Boumeddiene avrebbe attraversato il confine del Paese per dirigersi in Sira, dove probabilmente si è unita ai combattenti dell’Isis.

Si è aperta anche una nuova pista riguardo al caso Coulibaly, dato che un podista di 35 è stato ferito a Nord di Parigi da cinque colpi di pistola esplosi proprio da una Tokarev, la stessa arma utilizzata poi nell’assalto al supermercato kosher. Il ferito alle domande degli inquirenti ha però identificato il proprio assalitore come un uomo bianco: il mistero sul caso si infittisce, volendo escludere la semplice coincidenza.

Un altro complice ancora non identificato, come confermato dal primo ministro Manuel Valls, sarebbe colui che ha realizzato il video postumo di Coulibaly, curando riprese e montaggio.

Nel frattempo il gruppo terrorista Al Qaida nel Maghreb islamico ha fatto sentire la propria voce minacciando la Francia di nuove ritorsioni, in un messaggio video pubblicato dalle piattaforme internet jihadiste: “Fino a quando i soldati francesi occuperanno stati come Mali o Centrafrica e bombarderanno la nostra gente in Siria e in Iraq, e finché la sua stampa idiota continuerà a offendere il Profeta, la Francia si esporrà al peggio“, riferendosi al caso di Charlie Hebdo.

La presenza della polizia nelle strade e davanti agli istituti ebraici, ai giornali e agli edifici pubblici è stata comprensibilmente intensificata, e le autorità francese hanno aumentato il numero di militari presenti sul territorio di circa 10mila unità.

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