I disegnatori ed i giornalisti del settimanale satirico Charlie Hebdo si sono rimessi a lavoro venerdì mattina per far arrivare in edicola il giornale come sempre mercoledì prossimo. Sarà nella versione abituale (ovvero di 16 pagine) e avrà una tiratura di 1 milione di copie contro le 65.000 abituali.

L’azienda francese Mlp, che si occuperà di distribuire la rivista, ha siglato accordi con altre agenzie, come Naville in Svizzera e Sgel in Spagna ed è in trattative con aziende di altri Paesi (ad esempio il Canada). Il Charlie Hebdo poi verrà tradotto anche in 16 lingue, e in un paio di giorni gli abbonati sono più che raddoppiati, passando da 10.000 a 23.000.

Gli uomini e le donne di Charlie sono provvisoriamente ospitati nella sede di Libération, mentre altri media hanno prestato dei computer, visto che la loro redazione è una scena del crimine, e loro forse non ci torneranno mai.

Come spiega il nuovo direttore Gerard Biard ci saranno “tutte le rubriche, gli spazi, consueti, usuali, tutti i vignettisti, tutte le penne di Charlie Hebdo, saranno presenti“. Ci saranno ancora i disegni di chi è morto mercoledì, come Charb, Cabu, Honoré, Wolinski e Tignous.

Insomma “tutti i lettori vi ritroveranno lo spirito di questa rivista, lo ritroveranno nelle edicole, magari anche coloro che non hanno mai comprato Charlie Hebdo e lo faranno stavolta, devono sapere, non quello che era, ma quello che è ancora Charlie Hebdo e devono sapere che cosa questi assassini hanno voluto attaccare attaccando Charlie“.

Lo spirito del Charlie Hebdo è ben rappresentato dal fumettista olandese Bernard Willem Holtrop, in arte Willem. Si è salvato perché non partecipava alle riunioni di redazione – le trovava noiose. Cosa pensa degli ultimi giorni? “Abbiamo molti nuovi amici, come il Papa, la regina Elisabetta o Putin: mi fa ridere” racconta in un’intervista al quotidiano Volkskrant. E poi “Marine Le Pen è invece stata felice quando gli islamisti hanno iniziato a sparare ovunque“. Cosa pensa del sostegno ricevuto dal leader di estrema destra Geert Wilders, Willem ha continuato: “Noi vomitiamo su tutte queste persone“.

A quanto sembra i due terroristi non hanno ucciso il Charlie Hebdo. Solo un paio di mesi fa il settimanale aveva fatto appello ai suoi lettori. Doveva raccogliere un milione di euro per sopravvivere. Ne aveva raccolti solo 26.000.

Sembrava impossibile evitare la chiusura. Oggi la situazione è molto diversa. Basta solo dire che il ministro della cultura ha sbloccato un milione di euro. E le più grandi imprese francesi nel settore dei mass media hanno offerto il loro appoggio.

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