Julian Assange, fondatore di Wikileaks, ha tacciato d’incompetenza i servizi segreti francesi, rei a suo dire di essersi lasciati cogliere impreparati dall’attentato alla rivista satirica Charlie Hebdo. In un lungo tweet, il giornalista australiano ha affermato che il fallimento degli 007 d’Oltralpe nello sventare l’attacco terroristico a Charlie Hebdo è talmente consistente da doversi porre delle serie domande.

Gli attacchi, scrive Assange, sono opera di jihadisti ben noti alle forze dell’ordine. Cherif Kouachi era già stato condannato per reati di terrorismo e aveva scontato 18 mesi di carcere. Entrambi i fratelli si trovavano sulla lista nera dell’antiterrorismo. I due non hanno comunicato tramite messaggi criptati o nascosti sotto le rocce, bensì utilizzando le linee telefoniche tradizionali. Probabilmente si sono parlati al telefono centinaia di volte per organizzare l’attentato.

Assange prosegue la sua invettiva contro i servizi segreti francesi, ricordando che i vignettisti di Charlie Hebdo avevano già ricevuto molte minacce di morte. La rivista satirica, inoltre, era stata vittima di un attentato dinamitardo nel 2011, una settimana dopo la ripubblicazione delle vignette blasfeme danesi sul profeta Maometto.

Julian Assange insinua forti dubbi sugli 007 francesi:

“I fratelli erano protetti dai servizi segreti francesi come parte dell’avventurismo francese in Siria, Libia e altrove come un condotto per incanalare denaro, armi e militanti in Africa e in Medio Oriente? Erano protetti perché erano informatori consapevoli o inconsapevoli? Erano protetti per poter effettuare un’operazione antiterrorismo dall’alto impatto mediatico prima che l’attacco avvenisse e l’attentato è stato anticipato?”

Assange si chiede inoltre come mai l’edificio che ospitava la redazione di Charlie Hebdo non fosse protetto e sorvegliato a sufficienza e come abbiano fatto i terroristi a procurarsi le armi, sfuggendo ai controlli dei servizi segreti che avrebbero dovuto monitorarli, trattandosi di sospettati con precedenti importanti.

Assange si è difeso dalle accuse mosse a lui e a Edward Snowden dall’editorialista Sir Max Hugh Macdonald Hastings sul Daily Mail, rei secondo il giornalista di aver messo in guardia, con le loro pubblicazioni di documenti segreti, i terroristi sulle modalità di intercettazione. Assange ritiene che a fallire sia stato invece il sistema di sorveglianza di massa dei servizi segreti che dovrebbe essere sostituito da controlli più mirati e circoscritti per prevenire gli attentati.