Nella caccia agli attentatori sono stati impegnati 88.000 uomini. Finora però non sono bastati: i fratelli Kouachi non sono ancora stati presi. Il rastrellamento nella foresta di Longpont è durato ore, ma si è concluso con un nulla di fatto, nonostante l’utilizzo di reparti speciali equipaggiati come dei novelli Robocop.

La caccia continua, e secondo la Cnn i due presunti killer sarebbero stati avvistati dagli elicotteri della polizia che sorvola i boschi a nordest di Parigi. Chissà quando sarà possibile assicurare alla giustizia i presunti attentatori. Intanto scoppiano polemiche sull’Intelligence francese: non avrebbe fatto bene il suo lavoro, visto che il ministro della Giustizia francese Christiane Taubira ha ammesso, in un’intervista alla CNN, che uno dei due fratelli ricercati era noto all’intelligence fin dal 2005: aveva combattuto la jihad prima in Yemen e poi in Iraq – era stato anche arrestato e condonate per rispetto al rientro in Francia. Dagli Stati Uniti rimbalza la notizia che (nel 2008). Tanto da essere arrestato e condannato al rientro. Mentre dagli Usa rimbalza la notizia che entrambi fossero stati da tempo nella lista delle persone bandite dai voli civili. Ed erano nella lista delle persone da tenere sotto controllo per minacce terroristiche.

Sulla carneficina ha finalmente detto la sua il califfato islamico: secondo la radio dell‘IS, gli autori della strage degli “eroi” mentre il gruppo terrorista al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) loda i “cavalieri della verità“. Intanto nella capitale si sono inasprite le misure anti-terroristiche: nelle scuole non si può sostare davanti al portone d’ingresso, mentre uomini in divisa sono praticamente dovunque in città. E a mezzogiorno c’è stato il minuto di silenzio, rispettato religiosamente in tutto il paese. A Parigi è stato segnato dalle campane di Notre Dame.

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