All’indomani dell’attentato alla redazione del Charlie Hebdo, settimanale satirico francese, l’Europa si risveglia nuovamente vittima del terrorismo. «Un 11 settembre per la stampa», così i giornalisti e i vignettisti di tutto il mondo l’hanno definito, a cui l’opinione pubblica non vuole però cedere. E proprio in risposta agli attentatori, identificati nella tarda serata di ieri, si mobilitano le testate internazionali e gli utenti dei social network.

12 le vittime, tra cui anche quattro nomi storici della rivista, freddate a colpi di kalashnikov nel giro di pochissimi minuti, con una spietatezza che ha lasciato confusi anche gli stessi esperti di terrorismo internazionale. Una prevaricazione violenta, una dimostrazione di forza per zittire la stampa, un modo brutale per limitare la libertà d’espressione inculcando il gene della paura. Per questo motivo i quotidiani mondiali hanno deciso di reagire, facendo proprio l’appello di Julian Assange: «il mondo deve ora vendicare Charlie Hebdo pubblicando rapidamente tutte le loro vignette», spiega il padre di WikiLeaks, «perché gli attacchi censori sono una pessima mossa».

Quasi tutte le prime pagine mondiali ospitano oggi vignette del settimanale francese. Dall’Independent, pronto a pubblicare un eloquente dito medio, al Berlins Grosste Zeitung, in edicola con tutte le copertine mai realizzate dai colleghi parigini. Non solo quotidiani ma anche fumettisti in ogni parte del globo, dall’italianissimo Vauro al misterioso Bansky, hanno deciso di partecipare

Copertine Charlie Hebdo

Copertine The Independent e Berlins Grosste Zeitung per Charlie Hebdo

«La religione, una forma medioevale di irragionevolezza, quando combinata alle moderne armi diventa una reale minaccia alla nostra libertà»: così si è espresso Salman Rushdie, autore già minacciato in passato per “I Versi Satanici” del 1988, un’opera mai apprezzata dall’estremismo islamico. «Questo totalitarismo religioso ha causato una mutazione mortale nel cuore dell’Islam e vediamo oggi le tragiche conseguenze a Parigi. Io sto con Charlie Hebdo, come tutti dovremmo fare, per difendere l’arte della satira, che è sempre stata una forza di libertà contro la tirannia, la disonestà e la stupidità.»

Nemmeno il popolo del Web si è fatto attendere. Giunta la condanna praticamente unanime per il brutale attacco, i navigatori si sono riuniti nell’hashtag #jesuischarlie per esprimere la vicinanza alle vittime, ma anche per ribadire la libertà d’espressione. In molti anche coloro che chiedono di non alimentare immotivatamente un sentimento islamofobico, sottolineando come la quotidianità e la fede di miliardi di musulmani sia ben diversa, e altrettanto lontana, dalle azioni degli estremisti parigini.

Fonti: CNN, Daily Mail

Immagine: Wikipedia