Diciamo che non è stato il miglior spot per l’Islam moderato, quello promosso ieri sera dall’imam di Londra Anjem Choudary ai microfoni della trasmissione di LA7 “Piazza Pulita”. Commentando gli attacchi di Parigi, in particolar modo quello a Charlie Hebdo, il controverso predicatore già distintosi in passato si era distinto per le lodi agli attentati dell’11 settembre e per aver definito “un eroe” Osama bin Laden, ha ribadito che chi insulta il Profeta deve morire e altre amenità che trovate riassunte qui sotto:

E’ molto tempo che il governo francese provoca noi musulmani, prima bandendo il burqa, poi complottando e invadendo le nostre terre in Iraq e Siria, e ora permettendo alle persone di insultare Maometto. C’è una lunga lista di persone che ha insultato il Profeta e molte sono state uccise. Cosa vi aspettavate?

Il Corano è molto chiaro: chiunque insulti il Profeta deve morire. Io credo che debba essere processato da una corte della sharia e, se trovato colpevole, giustiziato.

Non credo nella libertà di espressione, Allah decide cosa è giusto e cosa non è giusto dire“.

Quando avremo rimosso i regimi (in Medioriente, ndr), applicheremo la sharia e poi verremo da voi, in Italia, a Roma. Non mandateci gente, ci pensiamo noi ad arrivare da voi“.

E’ certo che Roma sarà sotto la sharia, ma è una cosa bella, non abbiate paura. Democrazia e capitalismo hanno fallito, l’Islam è il futuro dell’umanità“.

Nulla di nuovo. Purtroppo. Perché Anjem Choudary, inglese a tutti gli effetti anche se pakistano di origine, è una delle voci più ascoltate dell’Islam radicale in Europa e in Inghilterra è tristemente famoso per aver fondato due organizzazioni, Islam4UK e Muhajiroun, in seguito bandite dalla legge antiterrorismo. Non perde occasione per usare i media tradizionali come grancassa per le sue farneticazioni ogni volta che può, ma se la cava alla grande anche coi social (basti dare un occhio al suo profilo Twitter). Il tutto, naturalmente, nel nome della tanto vituperata libertà d’espressione.