Marine Le Pen, leader del partito francese del Front National e figlia del fondatore storico Jean-Marie, dopo il terribile attentato alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo si è lanciata su Twitter in una campagna per l’approvazione di un referendum sulla pena di morte.

Voglio offrire ai francesi un referendum sulla pena di morte. A titolo personale penso che questa possibilità debba esistere”: questo il testo del tweet scritto verso le 8 di questa mattina, che ha ripreso le dichiarazioni rilasciate durante un’intervista concessa a France 2.

Un messaggio che ovviamente non ha mancato di suscitare grandi polemiche. Tra i commenti più sfavorevoli alla proposta ricorre un’argomentazione classica contro la pena di morte, vista come deterrente del tutto inefficace nei confronti di una figura come quella del terrorista che ha già scelto di morire per una causa e dei valori in cui crede.

I tweet della Le Pen successivi all’attentato al Charlie Hebdo sono stati dello stesso tenore:

Sono i fondamentalisti islamici ad aver dichiarato guerra alla Francia” e “Il terrorismo che si è espresso ieri vuole impedire la parola e il dibattito. Bisogna al contrario parlare senza timore”. La Le Pen ha così invitato a chiamare le cose con il loro nome, chiedendo anche che venga fatta chiarezza sulla situazione attuale del fondamentalismo islamico in Francia, sulle organizzazioni e i Paesi che lo finanziano.

La democrazia è dare la parola a coloro che sono in disaccordo con noi”, ha ribadito la politica, ricordando gli screzi che nel passato avevano visto protagonisti la satira del Charlie Hebdo e il Front National. Le Pen ha ribadito che queste battaglie politiche sono state combattute proprio grazie ai valori della democrazia e della libertà di stampa che i terroristi con il loro gesto hanno voluto negare.

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