Parte del mondo arabo sta protestando contro le vignette pubblicate dal settimanale satirico Charlie Hebdo (con protagonista Maometto) e in alcuni Paesi, come il Niger, la rivolta ha assunto aspetti davvero drammatici. Basti pensare che secondo fonti governative, nelle ultime quarantotto ore i morti sarebbero almeno dieci: cinque di questi avrebbero perso la vita in seguito ad una manifestazione tenutasi a Niamey, la capitale del Niger.

Cinque delle vittime si trovavano all’interno di chiese e di bar e hanno perso la vita dopo che gli edifici sono stati dati alle fiamme. Le restanti cinque persone sono invece state uccise a Zinder, mentre partecipavano ad alcune funzioni religiose. Le proteste contro le vignette di Charlie Hebdo sono state così violente e accese in Niger da prevedere l’intervento dell’esercito, la cui azione è stata mirata a riportare l’ordine e la sicurezza.

La rabbia dei manifestanti che hanno preso parte al corteo di Niamey non è stata rivolta soltanto verso le vignette di Charlie Hebdo ma verso tutta la Francia, tant’è che la manifestazione, inizialmente pacifica, si è poi trasformata in un modo piuttosto violento per far sapere ai francesi che non sono più desiderati all’interno del Niger (il Paese è un’ex colonia francese).

Il Niger non è però l’unico Paese a protestare contro le vignette di Charlie Hebdo. Malcontento si è registrato anche ad Istanbul, in Turchia, dove un centinaio di persone ha manifestato per omaggiare Said Kouachi, il maggiore dei due fratelli autori della strage nella redazione di Charlie Hebdo. Proteste simili si sono registrate anche in Pakistan e Algeria.

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