Si continua a parlare del terremoto che ha sconvolto il Centro Italia e in particolar modo Amatrice, ma ormai parte del dibattito pubblico si è spostata sulla vignetta satirica pubblicata da Charlie Hebdo.

Nei giorni scorsi il sindaco della cittadina ha presentato un esposto in Procura per denunciare la redazione francese per diffamazione aggravata, e proprio oggi è arrivata la risposta ferma di Laurent Sourisseau, il direttore.

Conosciuto in arte come Riss, in un’intervista a France Inter ha dichiarato di non temere le ripercussioni di quanto pubblicato: “Ci sono state tante dichiarazioni, la denuncia aspettiamo di vederla, vediamo di che si tratta. Ma non ci fa nessuna paura, di vignette come questa ne abbiamo fatte a decine, è una come un’altra, di umorismo nero. Trovo completamente sproporzionato tutto questo chiasso per un disegno”.

Il responsabile della rivista, vittima dell’attacco terroristico nel quale morirono 12 persone non ha voluto commentare nello specifico il contenuto della vignetta, ma ha difeso i suoi redattori affermando che “la morte è sempre un tabù. Bisogna a volte trasgredirlo”.

Sourisseau ricorda poi come si tratti del primo caso rilevante di una denuncia, volendo così sostenere trattarsi di un caso isolato: “Abbiamo fatto in passato vignette simili su Bruxelles, sul terremoto ad Haiti e nessuno ha protestato, nessun italiano ha protestato”.

Sembrano scivolare via anche le tante critiche ricevute sui social network, di cui il direttore è stato informato. Parlando di “clamore sproporzionato”, Riss ha definito il web e i suoi frequentatori come la “cretinosfera” e un “ospedale psichiatrico a cielo aperto”.

Nel frattempo il sindaco di Amatrice ha affermato di voler estendere la denuncia anche in Francia in un secondo momento, ma al momento è necessario pensare a questioni più urgenti come la ricostruzione del paese.