Si è costituito nel cuore della notte uno dei tre sospettati dell’attentato alla sede del giornale satirico di Parigi Charlie Hebdo, avvenuto mercoledì mattina, durante il quale sono morte 12 persone.

L’uomo appena 18enne che si è consegnato alla polizia nei pressi di Charleville-Mezières, quasi al confine con il Belgio, si chiamerebbe Hamyd Mourad e sarebbe stato l’autista del commando che ha compiuto un massacro al grido di “Allah akbar” come vendetta per alcune vignette ritenute offensive nei confronti del profeta Maometto e dell’Islam.

Gli altri due killer sarebbero stati identificati grazie a una carta d’identità rinvenuta in una delle vetture rubate durante la fuga: si tratterebbe dei fratelli di origini algerine Said e Cherif Kouachi, rispettivamente di 34 e 32 anni.

Cherif era già noto alla polizia e nel 2008 era stato arrestato e condannato a 3 anni di prigioni in quanto componente di un gruppo jihadista che reclutava combattenti per il conflitto in Iraq.

La posizione di Mourad è tuttavia ancora confusa e la polizia sta ancora cercando di fare chiarezza sulla sua identità. Secondo una fonte interna, infatti, il suo ruolo nell’accaduto sarebbe ancora in fase di accertamento, dato che il ragazzo avrebbe un alibi di ferro che coprirebbe le ore dell’attentato alla sede di Charlie Hebdo.

Mourad si sarebbe infatti consegnato alle autorità dopo aver visto che il suo nome circolava sulle varie agenzie di stampa e sui social network. In particolare un hashtag creato da due compagni di scuola ne invocava l’innocenza, ulteriormente comprovata dal fatto che il ragazzo aveva frequentato le lezioni del suo liceo dalle 9 alle 12 della mattinata di ieri.

Potrebbe dunque trattarsi di un semplice caso di omonimia, e il terzo componente del team si troverebbe ancora in fuga insieme agli altri due. La polizia sta intensificando i propri sforzi nella cattura della banda, battendo a tappeto le zone limitrofe a Parigi, in particolare Reims e la banlieu di Saint Denis.

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