Cheap Monday presenta la sua versione dell’autunno inverno 2013 e, as usual, si  conferma un concentrato di anticonformismo e ricerca.

Il tema della stagione è un tema forte, che profuma un pò di nostalgia.

Artificial Grunge vuole infatti essere un omaggio a quello che il brand svedese definisce “the last real youth movement”.

Un gioco di parole insomma, perché se l’essenza di ciò che Cheap Monday porta in passerella non può che essere artificiale, l’ideale a cui si ispira è quanto mai reale.

O, perlomeno, lo è stato in passato.

Modelle vestite di sovrapposizioni, spogliate dalle trasparenze e rese fiere da tagli e dettagli militari.

La palette cromatica si fa ora cupa ora brillante, perché anche i colori devono essere mixati.

Sembra regnare il caos in questi outfit, ma tutto in realtà è ricercato: i cardigans che fanno tanto second hand, i top anni ’60, la flanella ricorrente…così si vestivano i giovani a cavallo degli anni novanta, quando Kurt Cobain con i suoi Nirvana divenne portabandiera di un movimento generazionale fatto di disagio e ribellione.

Capi che paiono vissuti, come le t-shirt che con le loro stampe si insinuano sopra abiti e camicie o il denim lavorato e decolorato che rende l’immagine del caos.

Una collezione audace e allo stesso tempo ricercata quella di Cheap Monday per l’AW 2013, capace di riportare per le strade quelle sensazioni che dominarono un’epoca.