Il primo nome di questo triste elenco è quello di Marco Fantozzi. Faceva il centralinista all’ospedale di Livorno ed abitava a Rosignano Solvay. È stato ricoverato il 13 gennaio del 2014 per insufficienza respiratoria. Nei giorni successivi sembra stare meglio, poi il 19 gennaio, come racconta in lacrime la moglie – Loretta Barbisan -, “si è addormentato e non si è più svegliato”.

La seconda presunta vittima dell’infermiera di Piombino si chiamava Terside Milani, faceva il contadino – curava insieme al fratello un piccolo appezzamento sull’isola d’Elba. Tra le morti sospette è l’unico caso a cui era stato espressamente prescritto l’eparina – il farmaco anticoagulante che secondo l’accusa avrebbe usato l’infermiera di Piombino per per uccidere i pazienti. Muore il 27 giugno 2014, tre giorni dopo il ricovero per un’embolia polmonare.

Al numero tre troviamo Adriana Salti, casalinga. Muore per un’emorragia. Più o meno la sorte che tocca a Enzo Peccianti, 77 anni, operaio degli altiforni di Piombino ora in pensione. Finisce in ospedale il 28 settembre per una crisi respiratoria e muore il 2 ottobre. Sul suo corpo ci sono i segni di un vistoso sanguinamento alla bocca e al naso. La quinta presunta vittima è Elmo Sonetti. Aveva un distributore di benzina a San Vincenzo e muore in sala operatoria il 24 novembre per “uno choc emorragico probabilmente dovuto alla somministrazione di eparina contemporaneamente ad un prelievo”.

Dopo di lui tocca a Marise Bernardini (26 novembre), Lilia Maschi – morta il 20 dicembre – e ad Alfo Fiaschi, piccolo imprenditore e dirigente di una società di calcio giovanile. Muore il giorno stesso del ricovero (era il 28 dicembre 2014): dopo due prelievi se lo porta via – ancora una volta – un’emorragia.

La nona croce è quella di Franca Morganti. Muore il 9 gennaio 2015 e nel suo sangue ci sono alti livelli di eparina. Due mesi dopo tocca a Mario Coppola. Era stato carabiniere e responsabile della vigilanza Italsider. Muore il giorno dopo il ricovero per insufficienza respiratoria acuta.
Gli ultimi decessi collegati all’infermiera killer sono quelli di Angelo Ceccanti (2 luglio 2015), che aveva una grossa cartolibreria nel centro di Piombino, Marcella Ferri – faceva la casalinga ed aveva 87 anni: doveva essere dimessa l’indomani, ma la donna accusata di essere l’infermiera killer le fece una puntura al braccio, perché “così sta buona” e lei morì poco dopo – e Bruno Carletti. Aveva fatto l’operaio alla Magona ed era andato in pensione da poco. Era finito in ospedale per un banale femore rotto. Muore il 29 settembre 2015 per un’emorragia. Sul suo comodino c’è un contenitore vuoto di eparina.