In un’Italia in cui si parla sempre più di ius soli temperato che dovrebbe andare a sostituire le regole dello ius sanguinis per ottenere la cittadinanza (qui la differenza tra ius soli e ius sanguinis), appare molto interessante analizzare i numeri di quelli che vengono definiti i nuovi italiani. Si tratta, in particolare, della seconda generazione nata da chi in Italia è migrato anni fa e nel frattempo ha costruito la propria famiglia nel nostro Paese.

Le comunità più grandi di questi “nuovi italiani” provengono da Paesi quali Romania, Albania, Marocco, Cina, Filippine e India (si tratterebbe di oltre ottocentomila ragazzi). Numeri importanti anche per quanto riguarda le tradizioni religiose perché almeno un “nuovo italiano” su tre sarebbe di fede musulmana (seguono cristiani e ortodossi).

A fornire i dati suoi nuovi italiani i ricercatori della Moressa, che hanno analizzato i dati in riferimento agli alunni stranieri che hanno frequentato l’anno scolastico 2015/2016. Si tratta di ragazzi di oltre duecento nazionalità, anche se le più numerose sono circa una decina (tra cui quelle elencate in precedenza).

Anche se i fedeli musulmani crescono (attualmente sarebbero meno del 40 per cento dei nuovi italiani), la maggior parte dei nuovi potenziali connazionali italiani di origine straniera sono soprattutto di religione ortodossa mentre i cattolici sono in maggioranza soprattutto tra i Filippini.