Il dibattito in rete è vivacissimo:questo nuovo fenomeno chiamato “fashion blogger” che in Italia ha come protagonista assoluta Chiara Ferragni con il suo “The blonde salad”, detti da molti “una macchina di soldi” e più volte, lei stessa ha smentito questa affermazione, è davvero come vogliono farci credere un fenomeno spontaneo?

Non è un segreto che molte delle fashion blogger sono pagate per indossare i capi o addirittura presenziare agli eventi. Tantomeno segreto è che questa tipologia non è ben vista dalle giornaliste di moda, coloro che per anni hanno scritto sulle maggiori testate e ora alle sfilate, ai press day etc… Si vedono invase da ragazze di bell’aspetto e protagoniste del fashion system.

Ma in realtà quale è lo scopo di una fashion blog? Sicuramente per molte è un lavoro e come tale è sinonimo di guadagno. Dall’altra parte, il blog dovrebbe essere un qualcosa di personale, dove ognuno di noi mette del suo indipendentemente dagli sponsor.

I reparti marketing e comunicazione dei brand di abbigliamento e accessori si avvalgono molto dei fashion blog: la rete si sa è una grande piazza, e grazie a loro si raggiungono migliaia di persone in poco tempo. Si dice che proprio Chiara Ferragni nei primi 6 mesi del suo blog abbia fatturato 50mila euro. I banner pubblicitari sul suo sito sono stati venduti anche per 3mila euro al mese (fonte Tgcom).

In sostanza i blog più famosi non sono altro che la copia delle maggiori riviste di moda, le quali anticipano le tendenze: gli sponsor pagano e il marchio ha visibilità. Marketing, semplicemente marketing. Ecco perchè da fashion blogger si diventa “modelle”, ovvero si è pagate per indossare dei capi con il surplus che, rispetto la modella tradizionale, coinvolgi il tuo seguito di followers.

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