Chiedo scusa per il ritardo. Ma devo scrivere questo post. Mi trema la penna da due giorni. La Ferragni ha mollato il fidanzato. “Era nell’aria” mi dice un’amica che bazzica il mondo del fashion. “L’altro giorno ho visto il rimba in disco con due ragazzette” mi dice una collega che gira i posti giusti. “Chissenefrega” mi dicono in tanti. Sì, vero. Chissenefrega.

Ma allora perché ne parlano tutti? Intendo, qui. Su internet, dove Chiara è una star. Inutile negarlo. Se ne parla perché lei è un prodotto vincente. Ma dentro cosa c’è? Niente (dico io). E mi spiego, perché devo farlo. Perché mi dicono che ne parlo male a prescindere. “Dero, sei innamorato, ammettilo” dice un amico che mi stuzzica. No, questo no. Giuro. Parlo di lei perché amo il web e me lo mangio a colazione. Perché devo capire come possa una comunicazione perfetta rendere vincente un pessimo prodotto.

Evito di dilungarmi troppo, ma faccio una lista veloce. Guardate il suo blog. Niente di speciale. Post approssimativi, ottime foto, ma sostanza ZERO. Nata dal niente. Definita “fashion blogger più famosa” al primo giorno di presenza sul web ha costruito un business perfetto. Anzi, lei non ha fatto niente. Ha sorriso (e abbandonato il nome di Diavoletta87…) e lasciato lavorare chi il web lo ha capito prima di tanti. Prima di molti che ancora non ci hanno capito niente.

Ecco il punto: un pessimo prodotto è diventato vincente grazie alla comunicazione. E grazie all’ignoranza che ancora regna nel mondo web. Conosco almeno dieci fashion blogger più brave di lei (i nomi si fanno solo a voce…). Conosco gente che di moda sa parlare veramente. Ma Chiara Ferragni è ancora oggi la numero uno. Perché? Perché si molla con il fidanzato e trova il modo migliore per comunicarlo. Una foto dove la coppia sorride e un breve status. “Ricky e io non siamo più una coppia ma lavoreremo ancora insieme e siamo più vicini che mai”. Perfetto. Eco mediatico e zero polemiche. Lei è la numero uno. In un Paese che ha trasformato Belen Rodriguez nel personaggio di punta dello showbiz nostrano, altro non potevamo aspettarci. Ma le cose cambiano (lo dico sempre). Devono cambiare. E cambieranno. Prima o poi. Io aspetto. Ciao.

Silvio De Rossi su @Twitter e @Facebook