Ci risiamo, ancora negli Usa, stavolta a Chicago dove un agente della polizia americana ha ucciso, la scorsa settimana, un giovanissimo afroamericano di appena 18 anni. La polizia locale, secondo quanto riferisce il Chicago Daily Tribune, ha diffuso un video sulla morte di Paul O’Neal, assassinato a colpi di armi da fuoco, alle spalle, lo scorso 28 luglio. Ad ucciderlo la polizia di Chicago che, inizialmente, ha sparato contro un’auto in fuga da cui, dopo pochi minuti, uscirà fuori il giovane afroamericano inseguito ed assassinato dagli agenti.

Chicago, l’afroamericano era disarmato

Le immagini parlano chiaro. Dopo i colpi sull’automobile, gli agenti lo hanno inseguito continuando a colpirlo alle spalle: il ragazzo, che era disarmato, era accusato di aver rubato la macchina che stava guidavano. Di fatto, sarebbero undici i proiettili esplosi anche se dalle immagini non viene mostrato affatto il colpo fatale che avrebbe causato il decesso del 18enne afroamericano.

Ad “incastrare” gli agenti un video registrato dalla “body camera” che indossava uno dei poliziotti che ha sparato contro l’afroamericano nel corso della sparatoria. Per il capo del consiglio di sorveglianza della polizia di Chicago, si tratta di un episodio “scioccante e preoccupante”; per questo motivo il video è stato diffuso e pubblicato dai media locali. Gli effetti della sparatoria si sono già visti: tre agenti sono stati sollevati dal loro incarico.

Chicago, la vittima avrebbe rubato un’auto

“E’ una delle cose più brutte che abbia mai visto” è il commento del legale che assiste i familiari del ragazzo afroamericano ucciso perché aveva rubato una macchina. In realtà non è la prima volta che gli agenti americani si spingano oltre nel contrasto della piccola criminalità: a luglio era successo a Baton Rogue, in Louisiana, quando era stato ucciso un 37enne; a Chicago, invece, il 20 ottobre 2014, era stato assassinato il 17enne Laquan McDonald, deceduto per i 16 colpi di pistola sparati da un agente bianco nel quartiere di Southwest Side.

Il pericolo, dunque, è che tra le forze dell’ordine di Chicago sia dilagato un razzismo inarrestabile.