Mai giudicare un clochard che, per strada, chiede l’elemosina. Questa l’idea del sindaco di Appiano (Bolzano) che ha detto no alle misure contro l’accattonaggio. “Chi chiede l’elemosina sono persone come noi, solo più sfortunate. Impariamo a rispettarli. Chiedere l’elemosina è un diritto, comincia così una lettera aperta del sindaco a tutti i suoi concittadini. Una voce fuori dal coro, la sua, visto che altri primi cittadini hanno persino vietato di offrire cibo ai senzatetto.

L’elemosina è un diritto, la lettera del sindaco

“Uomini e donne che sono arrivati da paesi lontani, non conosciamo i loro nomi, la loro storia e il loro destino ma la vita sembra non essere stata buona con loro. Quelle persone ci rivolgono la parola, ci chiedono l’elemosina o vogliono venderci qualcosa. Ci sono concittadini che si sentono turbati da queste persone, dovremmo considerare le persone in quanto persone, non come mendicanti, intrusi o rifugiati o come una categoria che non ha niente a che fare con noi. E in quanto persone hanno gli stessi bisogni, sentimenti e desideri. Non siamo superiori a loro e neanche migliori. Il destino è stato semplicemente più magnanimo con noi” scrive il sindaco ai suoi concittadini.

Ad Appiano, secondo il primo cittadino, “la situazione è sempre stata tranquilla” tra cittadini ed immigrati.