Dopo anni una famiglia ha fatto causa all’ospedale per i danni provocati da una gravidanza indesiderata. Protagonisti della triste storia sono un operaio specializzato di 40 anni e la sua compagna, addetta alle pulizie. Nel 2000 alla donna viene diagnosticato un fibroma e, in contemporanea, scopre di essere incinta. Seguendo i consigli dei medici ed avendo alle spalle una condizione economica precaria, la coppia decide di abortire ma il raschiamento non va a buon fine e di conseguenza la gravidanza non viene interrotta.

Con la nascita delle bambina la situazione familiare viene praticamente sconvolta. L’uomo si vede costretto a lasciare il suo posto di lavoro per trovarne un altro nel su Italia e, così, cominciano i traslochi di tutta la famiglia da una regione all’altra. Dopo anni di stenti l’operaio, nel 2008, ha quindi deciso di fare causa all’ospedale e di richiedere un “risarcimento dei danni da nascita indesiderata” perché nella sua famiglia monoreddito questa bambina ha comportato “ripercussioni sulla vita di relazione e sconvolto l’esistenza privata e lavorativa come era stata programmata”. La causa è stata rigettata sia in primo che in secondo grado e adesso toccherà  alla Cassazione decidere come chiudere il caso. Intanto la bimba della discordia è ormai diventata un’adolescente e si spera che, almeno, sia amata come qualsiasi altro figlio nonostante sia considerata la causa dei problemi della sua famiglia.