Nel 2002 Melissa Wright aveva chiuso nel forno la sua bimba Ashley Smith di 14 mesi per alcuni minuti tanto da provocarle ustioni di terzo grado su gran parte del corpo. La ragazzina, che fortunatamente è sopravvissuta, oggi ha 14 anni e vive con gli zii ed ha dovuto subire 30 interventi chirurgici per riparare le cicatrici fisiche.

Ad oggi la donna, condannata a 25 anni di carcere per tentato omicidio, ha chiesto la scarcerazione sulla parola spiegando di essersi pentita del gesto cruento. La richiesta, però, non è stata accettata dal tribunale dell’Alabama grazie alla testimonianza della figlia che, dopo aver mostrato in Aula le foto di ciò che aveva subito, ha chiesto di non liberare la donna. Le sue parole non sono state dettate dal rancore, in quanto la ragazza ha confessato di aver perdonato la madre ma di non fidarsi di lei, temendo per l’incolumità di altri bambini come i nipotini di 8 anni e di 27 mesi:

“Hanno circa la stessa età mia e di mia sorella quando tutto questo è accaduto e onestamente non mi fido di lei e ho paura per la loro sicurezza [...] Io non la odio ma non l’amo. L’ho perdonata ormai“.

Il Consiglio di grazia e libertà dello stato americano ha, quindi, deciso, di non annullare la pena della donna dando il giusto valore alle parole di Ashley, che oggi è sana e salva grazie al padre che all’epoca, sentendo le sue urla, la liberò dal forno in cui la madre l’aveva rinchiusa con premeditazione.