La cittadina di Calais, nel nord della Francia, è stata sconvolta dalla tragica vicenda di Chloé, una bambina di soli 9 anni che mercoledì era stata rapita davanti agli occhi della madre, per poi essere ritrovata morta qualche ora più tardi, in un boschetto non molto lontano dal luogo del rapimento. La polizia d’Oltralpe ha confermato di aver arrestato il principale sospettato, che poi ha confessato il crimine: si tratta di un polacco di 38 anni, con gravi precedenti penali per furti e violenze (aveva alle spalle una condanna di sei anni di carcere), che al momento dei fatti sarebbe stato completamente ubriaco. Purtroppo, dalle prime analisi condotte sul corpicino della bimba e dalle parole dell’assassino, Zbigniew H, è emersa anche un’ulteriore, disgustosa verità: prima di venir strangolata a morte, Chloé è stata stuprata.

Secondo il racconto della madre della piccola, il rapimento sarebbe avvenuto alle 15.30 del mercoledì. La donna ha detto di essere rientrata in casa per prendersi cura dei figli più piccoli, lasciando Chloé in giardino, quando avrebbe visto un uomo spuntato da un’automobile rossa prelevare di peso la figlia e portarla con sé a bordo della macchina. L’allarme è scattato immediatamente e meno di 24 ore più tardi il colpevole è stato arrestato. Secondo la sua confessione, la bambina sarebbe stata uccisa un paio di ore dopo il suo rapimento.

Le Parisien ha tracciato un profilo inquietante di Zbigniew H. Già condannato per furto quando ancora viveva in Polonia, l’uomo ottenne la sua prima condanna in territorio francese nel 2004: estorsione, furto aggravato e sequestro di persona. Espulso dalla Francia, tornò nel paese natio, dove rimediò un altro processo per sequestro di persona. E’ riapparso nel sud della Francia nel 2009, dove ha provato, senza successo, di arruolarsi nella Legione Straniera. Si trasferisce a Calais e riprende l’attività criminale, con furti e violenze di ogni genere. Nel 2010 viene condannato a sei anni di carcere per estorsione con recidiva e trasferito alla prigione di Longuenesse prima e Fresnes poi. Nel marzo del 2014 viene consegnato alle autorità polacche in seguito a un vecchio mandato di cattura internazionale. Poi l’ennesimo ritorno in Francia, a Calais. E infine la tragedia: non si può dire che non fosse annunciata.