La morte del Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, avvenuta oggi all’età di 95 anni, ha riscosso il cordoglio di leader politici, associazioni civiche e mondo intellettuale. A non versare lacrime per la scomparsa dell’esponente partigiano è stato invece il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che non ha perso l’occasione per lanciarsi in uno dei suoi affondi:

Carlo Azeglio Ciampi era un traditore. La morte è sempre una brutta notizia, di fronte alla quale si deve preghiera e cordoglio. Politicamente parlando Ciampi è uno dei traditori dell’Italia e degli italiani, come Napolitano, Prodi e Monti.

Non pago l’esponente del Carroccio ha proseguito:

Ciampi si porta sulla coscienza il disastro sulle spalle di 50 milioni italiani. Rispetto per la morte ma politicamente, come per Napolitano, lo considero uno da processare come traditore.

Grasso: da Salvini sciacallaggio su morte Ciampi

Le parole di Salvini su Ciampi hanno acceso le polemiche nel mondo politico. A scagliarsi contro Salvini con particolare durezza è stato il presidente del Senato Pietro Grasso che senza usare mezzi termini ha dichiarato:

Qualsiasi strumentalizzazione, anche a livello politico della sua morte non può non considerarsi alla stregua di un’operazione da sciacallo.

Critica anche Forza Italia che tramite il senatore  Francesco Giro ha accusato Salvini di essere stato inopportuno, sostenendo che un vero leader non si esprimerebbe mai in questi termini.  I democratici rimproverano aspramente Salvini per aver insultato Ciampi, definito un esponente di alto spicco e valore morale, solo per attrarre attenzione su di sé:

Salvini, in crisi di protagonismo, non trova di meglio da fare che insultare, in modo becero, nel giorno della sua scomparsa, un grande uomo delle istituzioni.

Debora Serracchiani accusa il leghista di difendere solo il Duce, mentre il ministro dell’ambiente Galletti intima a Salvini di porgere al più presto le sue scuse per l’uscita infelice su Ciampi:

Parole vergognose: lui, sì, è un vero traditore della Patria se non avrà nemmeno il buongusto di chiedere scusa per le sue espressioni indecenti.