E’ arrivato in serata, intorno alle 19, all’aeroporto di Ciampino a Roma, l’aereo con le nove vittime italiane, uccise barbaramente a Dacca, in Bangladesh, nel quartiere diplomatico frequentato soprattutto da stranieri. Nove italiani che si trovavano in un ristorante per trascorrere una piacevole serata con gli amici o con i colleghi di lavoro e, invece, si sono ritrovate in mezzo ad un vero e proprio attacco terroristico organizzato da un commando di 8-9 persone, tutti giovanissimi, istruiti e benestanti, e poi rivendicato dall’Isis.

Salvi due italiani

Nove sono le vittime italiane che poco fa hanno fatto rientro in Italia. All’aeroporto di Ciampino a Roma erano presenti sia il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che il Ministro degli Esteri Gentiloni. Giunge in Italia anche Gennaro Cotugno, l’altro italiano che è stato ritrovato vivo e di cui, inizialmente, si era ipotizzato il peggio. “Quella sera anche io avrei dovuto essere in quel ristorante dove è avvenuta la mattanza. L’Holey è frequentato molto dagli italiani perché fanno pane fresco ed è uno dei pochi posti dove si mangia in maniera decente. Io e un altro italiano siamo salvi perché stavamo poco bene e abbiamo preferito rimanere a casa” ha detto. Insomma, due italiani si sono salvati perché il destino li ha trattenuti in casa, altrimenti anche loro sarebbero stati assassinati dai 9 terroristi disposti a tutti in nome della religione, di Allah.

Il Daily Star ha reso noto l’arresto da parte della polizia bengalese del padre e del fratello di uno degli attentatori di Dacca. Subito dopo sarebbe arrivata l’ammissione choc delle forze dell’ordine bengalesi che avrebbero ammesso di aver ucciso, per errore, uno degli ostaggi durante il blitz all’Holey Artisan Bakery di Dacca. A riferirlo è il Dhaka Tribune. La vittima dell’errore della polizia bengalese sarebbe il pizzaiolo del ristorante, il 40enne Saiful Islam Chowkidar.