Allerta rossa nel sud del Cile dove, dopo quasi mezzo secolo, il vulcano Calbuco è tornato a farsi sentire con due potenti eruzioni in poche ore. Cenere e lapilli hanno cominciato a fuoriuscire dal cratere intorno alle 18 di mercoledì (quando in Italia erano le 23), fino a formare una spettacolare quanto spaventosa colonna di detriti che ha superato i 15 chilometri. Si è quindi verificato “un secondo episodio eruttivo del vulcano Calbuco. Resta l’allarme rosso“, ha segnalato il Servizio nazionale di geologia cileno (Sernageomin) sul suo account Twitter. La sismicità presenterebbe inoltre delle variazioni, con circa 140 eventi sismologici in un periodo di tempo di due ore, ha reso noto l’Osservatorio vulcanologico della regione meridionale della cordigliera delle Ande.

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Alto 2.015 metri, il Calbuco, situato nella regione di Los Lagos, circa 1.000 chilometri a sud di Santiago del Cile, è considerato il terzo vulcano più pericoloso tra i 90 presenti nel Paese. L’allerta riguarda in particolare le città di Puerto Montt e Puerto Varas, nella cosiddetta “regione dei laghi”, ma le evacuazioni preventive hanno riguardato finora oltre 1.500 persone, interessando una zona di circa 20 chilometri a partire dalle pendici del vulcano. Misure preventive sono state attivate anche  in Argentina, nella città di Bariloche, in Patagonia, a un centinaio di chilometri dal vulcano, dove sono attese nuvole di cenere. Le autorità hanno affidato all’esercito il controllo temporaneo dell’area. Secondo la protezione civile cilena, l’eruzione rappresenta infatti “un’alta minaccia per la popolazione“.

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In attesa di visitare l’area, la presidente Michelle Bachelet ha chiesto alla popolazione “di seguire le istruzioni del governo. Abbiamo preso tutte le misure necessarie”, ha assicurato, senza escludere la possibilità per le prossime ore di “un deflusso della lava”.

Tutti i voli fra la capitale e la città meridionale di Puerto Montt sono stati sospesi. Il fumo e le ceneri eruttati dal vulcano sono visibili in gran parte del sud del Cile e nella vicina Argentina. L’ultima eruzione del Calbuco risaliva al 1972.